Di api, farfalle e fiori di lavanda

Approfittando del fresco regalatoci dal temporale di ieri sera, questa mattina mi sono infilata le scarpe da ginnastica e sono uscita di casa per fare una passeggiata.

Il cielo era limpido, il sole non troppo forte e il venticello mi accarezzava viso, braccia e mani. Mi sono fermata nel piazzale davanti a casa, osservando la natura rigogliosa: sembrava ringraziare il cielo per la pioggia ricevuta.

Era diverso tempo che non andavo a camminare – un po’ per il troppo caldo, un po’ per i troppi impegni – e avevo voglia di fare un giretto tranquillo, senza troppe salite che tolgono il fiato e fanno sudare le proverbiali sette camice.

Ero ancora nel piazzale, ferma a decidere quale direzione prendere quando un angolo del nostro giardino ha attirato la mia attenzione.

In quell’angolo c’è un cespuglio di lavanda: cresce nelle crepe del muretto a secco che costeggia il piazzale dove parcheggiamo le macchine e mi sono accorta che era in piena fioritura.

Guardando gli steli esili della lavanda finire in un insieme indefinito di fiori viola, le gambe hanno reagito allo stimolo della testa che diceva: «Oggi andiamo a “Il Mucchio”».

Così esco dal piazzale, mi avventuro per la strada sterrata che ci separata da quella asfaltata, passo davanti alla “casa discoteca” (secondo noi il proprietario non paga l’elettricità, con tutte le luci che tiene accese la sera) e alla casa con il fienile.

Mi fermo a guardare i filari di viti che si estendono quasi fino al confine con la nostra casa, che ora è più piccola, immersa nella vegetazione e protetta dalle colline.

Proseguo lungo la strada asfaltata. In quel punto ci sono alberi sia a destra sia a sinistra e l’aria tende a incanalarsi: in inverno devo sempre alzare il bavero della giacca perché c’è un gelo tremendo.

Passo davanti alla casa con l’edera che copre gran parte della recinzione esterna, supero il cartello “San Lorenzo in Collina” e la strada inizia a scendere; scende così tanto che le gambe vorrebbero allungare il passo fin quasi a correre.

Arrivata in fondo alla discesa, giro a sinistra e mi immergo nel bosco: da qui in avanti sarà di nuovo strada sterrata, campi arati di fresco, rade case appena visibili nel fitto della vegetazione.

Procedo circondata dal suono degli uccelli e delle cicale che friniscono senza soste e mi rendo conto che, fino a questo momento, non ho incrociato alcun essere umano.

Quando infine emergo dal bosco, sulla destra inizio a scorgere, in lontananza, la collina su cui sorge “Il Mucchio”.

Io, però, non arriverò fino a loro. La mia destinazione è poco prima. La mia destinazione è il campo di lavanda de “Il Mucchio”.

È un posto magico.

Api, farfalle, insetti di ogni forma e colore si spostano di fiore in fiore. Camminando lungo il sentiero che costeggia il campo si ha quasi la sensazione di disturbare il lavoro incessante della natura.

Post Scriptum

Il Mucchio è una cohousing e azienda agricola in località San Lorenzo in Collina, a Monte San Pietro (BO). Hanno anche un laboratorio della lavanda e realizzano candele, sacchetti profumati, saponi, ecc.

E voi?

Avete visitato qualche posto naturalmente magico ultimamente? 🙂

4 pensieri riguardo “Di api, farfalle e fiori di lavanda

    1. A Casalecchio di Reno, vicino a Bologna, c’è un parco fluviale bellissimo, dove le sponde rigogliose cambiano volto ad ogni stagione. È un posto da spiriti e folletti. ♥️
      PS: ho sempre sognato di avere un orto tutto mio, ma richiede tanta cura e tempo… Non saprei come incastrarlo in tutto il “resto”.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...