Erik lo svedese e Ruffillo il camugnanese

Ieri Andrea mi dice: «Prova a cercare “Erik lo svedese” su YouTube».

E io: «Ci mettiamo a guardare video porno adesso?».

E lui: «No! Qualcosa di più forte. Tu cerca…».

Così apro il computer, cerco “Erik lo svedese” su YouTube e trovo il video di un ragazzo che ha trascorso un anno, da solo, in una foresta della Svezia a costruire una capanna in legno.

Andrea e io abbiamo impiegato un giorno intero per smontare un mobile IKEA, trasportarlo pezzo per pezzo due piani sopra e rimontarlo. Lui ha costruito una capanna. Da solo. Nel bosco.

Ha dell’incredibile. Eppure…

Anche mio nonno Ruffillo (il padre di mia madre) sapeva costruire qualsiasi cosa: costruire, smontare e rimontare, aggiustare, anche e spesso senza istruzioni per l’uso.

L’ho visto sistemare l’impianto elettrico della casa dei miei genitori, costruire una scala in legno nella nostra casa di famiglia (la casa al lago di cui parlo spesso e volentieri), infilare le perline in plastica dei miei braccialetti, sistemare ancora e ancora le sue canne da pesca.

Ancora oggi, quando mi si rompe qualcosa, lo metto da parte, come se potessi portarlo a lui, a lui che sapeva aggiustare tutto.

Mi manca così TANTO. 💜 E allo stesso tempo lo sento sempre.

Lo sento accanto ogni singola mattina, quando schiaccio le noci per la colazione. Quando guardo Andrea sdraiato sotto un mobile, mentre suda e inveisce perché non riesce a togliere una stupida vite.

Quando mi si rompe l’elastico di un braccialetto e mi ritrovo in ginocchio a cercare di prendere l’ultima perlina che tra tutti i posti è finita sotto il comò.

Quando inizia a piovere all’improvviso e io sono in strada, a piedi, e non ho l’ombrello (leggi La famiglia ti sorprende sempre).

Quando vado in cantina e sento l’odore di umido e di muffa e di chiuso. Quando faccio zapping e finisco su Walker Texas Rangers o su Joséphine, ange gardien (aveva gusti televisivi decisamente variegati).

Quando vado a trovare mia nonna e la casa sembra più grande, come se la presenza della sua assenza avesse dilatato lo spazio, rendendolo difficile da riempire.

Nella foto in apertura (da destra a sinistra)

Mio nonna, mia nonno, mio zio e mia mamma sulle rive del Lago di Suviana a Bargi, Camugnano (BO). La faccina che spunta alle spalle (tra mio nonno e mia mamma) è la sorella più piccola di mio nonno.

4 pensieri riguardo “Erik lo svedese e Ruffillo il camugnanese

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