Storie di pipistrelli

Lunedì sera ero in camera da letto e, all’improvviso, uno strano movimento ha attirato la mia attenzione.

Ho alzato gli occhi e ho visto un piccolo pipistrello attaccato all’esterno della zanzariera; appena il tempo di realizzare che cosa fosse ed era già volato via.

Ho chiamato Andrea, che era banalmente due piani più sotto, a lavorare in garage. Gli ho detto: «Non puoi capire che cosa ho appena visto! C’era un pipistrello attaccato alla zanzariera! Un piccolo pipistrello carino e coccoloso!».

E lui: «Sei consapevole che, se non ci fosse stata la zanzariera, la scena sarebbe stata del tutto diversa? Come minimo mi avresti chiamato urlando: “Andrea! Aiuto! C’è un orrendo pipistrello in camera da letto».

Ovviamente con lui non l’ho ammesso, ma aveva ragione da vendere. Quando ero una bambina, trascorrevo una buona parte delle vacanze estive nella nostra casa di famiglia al Lago di Suviana.

La sera, dopo cena, andavo da mia cugina che viveva nella casa di fronte alla nostra. Erano duecento metri a dir molto, ma c’erano solo due luci accese: quella sopra la porta della nostra casa e quella sotto il portico a casa di mia cugina.

Per il resto era buio. Buio assoluto e totale. Sopra di me si apriva il cielo e nelle notti serene si vedeva tutta la via lattea punteggiata di stelle, e così tante non le ho mai più viste nella vita.

Ad ogni modo, tra casa nostra e casa di mia cugina c’erano duecento metri di buio assoluto e io correvo. Correvo tenendo le braccia sulla testa, per impedire ai capelli di svolazzare in giro.

Mia cugina mi aveva infatti raccontato che i pipistrelli volano sulle nostre teste e si aggrappano ai capelli. Si aggrappano talmente forte che devi tagliare via i capelli per liberarti del pipistrello.

Non ho mai scoperto se fosse vero o no. Ho continuato a correre nel buio, proteggendo la testa. 😉

Gli altri post sulla nostra casa di famiglia sono nella categoria casa al lago.

E voi?

Avete qualche ricordo dal… pianeta animale? 😉

15 pensieri riguardo “Storie di pipistrelli

  1. A me una volta che ero in macchina di notte si abbarbicò un pipistrello proprio sul tergicristallo. Lo azionavo per liberarlo (e liberarmi della sua presenza), ma quello faceva tranquillamente su e giù, neanche fosse stato alle giostre! Solo dopo un po’ decise che il giro era finito e se andò per i fatti suoi!

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  2. Capita anche a me di ricevere delle visite. Alcune gradite: come una fagianella o un leprotto di passaggio che riposano per un poco nel mio giardino, o una mamma istrice che partorisce i suoi cuccioli in un angolo riparato, o un rospo nascosto in un punto umido dell’orto.
    😍
    Altre un po’ meno: come le biscie, i topi, gli eserciti di formiche, i nidi di vespe e gli uccelli scemi che entrano nel mio garage passando dalla porta, ma poi rifiutano di usarla per uscire, e fino a quando non li scaccio continuano a dare delle capocciate contro i vetri delle finestre.
    😩

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    1. Sì, ti capisco molto bene. A casa nostra è uguale: animali super carini e coccolosi e altri che non vorrei esistessero. In casa, grazie alle zanzariere, ancora non è entrato nulla: una volta una lucertola. Abbiamo penato parecchio per farla uscire, rincorrendola per casa come due pazzi. 🤣🤣
      Gli uccellini qui sembrano essere più furbi: se ne stanno sugli alberi a casa loro facendo un baccano tremendo. 😉

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    2. Dimenticavo! Le formiche sono la nostra battaglia persa! Quelle sì entrano in casa e appena pensi di averle debellate, rispuntano altrove (anche al secondo piano, in bagno! Cosa vengono a cercare in bagno???)

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  3. Se fosse entrato in camera avresti preso un piccolo spavento ma nulla più.
    Sono animali del tutto innocui per l’uomo, e tutto sommato abbastanza carini.
    Anni fa, ero in montagna, ne trovai uno fuori dall’albergo, ed in effetti era di una “coccolosità” infinita. Dalle mia parti a Padova tempo fa ce n’erano parecchi (ora molti meno) e li si vedeva di sera mentre “cenavano” divorando insetti attorno ai lampioni stradali.

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    1. Non ne avevo mai visto uno così da vicino. Di solito li vedo svolazzare, ma non si avvicinano così tanto alla casa e a noi. Forse si era perso… chissà.
      PS: in città non ricordo di averli mai visti. Ho sempre pensato che siano animali che non apprezzano il rumore e lo smog e la folla.

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  4. Ne entrò uno nella finestrella della mansarda. Noi eravamo spaventatissimi! Il loro aspetto non invita alla calma. Invece ho capito, dopo, che chi aveva più paura era proprio lui e che desiderava solo uscire!

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