La giornata tipo per non morire troppo presto

Ieri era domenica: Andrea e io siamo andati a pranzo in uno dei nostri ristoranti preferiti. La scusa ufficiale è che il primo agosto è stato il nostro anniversario: dodici anni dal nostro primo bacio. ❤️

In realtà avevamo semplicemente bisogno di una domenica senza pensieri, senza scatoloni, senza stress e abbiamo colto l’occasione per regalarcela.

Nella sala del ristorante, oltre a noi, c’era un’altra coppia e una famiglia di quattro persone: madre, padre, figlio e nonna.

Il bambino avrà avuto sugli otto anni e non ha fatto altro che parlare, tenendo banco per tutto il tempo del pranzo e suppongo anche prima e dopo considerata l’espressione di rassegnata disperazione del padre.

Nel corso del suo infinito parlare, il bambino ha raccontato ai genitori e alla nonna la sua “giornata tipo per non morire troppo presto”.

Ha detto proprio così: “Non morire troppo presto”. Poteva dire “Vivere più a lungo”, ma per lui era evidentemente importante il “Non morire troppo presto”.

Bene. La sua giornata tipo per non morire troppo presto prevedeva una colazione con panecioc e latte con il Nesquik (esiste ancora!), poi pranzo con almeno cinque friselle e cena “a base di cose salutari”.

Sua madre gli ha chiesto: «Che cosa sono le cose salutari?».

E lui: «Quelle che mangi per non morire troppo presto».

Non fa una piega.

Comunque, se qualcuno se lo stesse chiedendo, eccovi la mia giornata tipo per non morire troppo presto:

Alzarmi quando mi sveglio e non quando lo decide la sveglia, fare la mia solita colazione, camminare sulle “mie” colline, scrivere, mangiare quando e se ho fame senza prestare attenzione agli orari e addormentarmi sul divano abbracciata ad Andrea. 😉

E voi?

Qual è la vostra giornata tipo per non morire troppo presto?

Foto in apertura di Petra da Pixabay

19 pensieri riguardo “La giornata tipo per non morire troppo presto

    1. Sì, l’ho pensato anch’io. A tavola con loro c’era solo la nonna e forse il nonno è morto da poco e lui è in fase “ho paura, non voglio morire”… Chissà. 🤔
      Era comunque un bambino MOLTO sveglio, ha parlato tutto il tempo e faceva… discorsi da grande.

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    1. Ah! Un piano bellissimo, mi unisco volentieri. Anche se preferisco un calice di vino alla birra. 🙂
      PS: non ho notizie dai miei contatti su Bologna e Casalecchio. Non che mi aspettassi qualcosa di diverso. In estate, le attività cittadine si bloccano. Anche le biblioteche interrompono gran parte delle attività… A settembre torno alla carica. 😉

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    1. Un bellissimo piano! Unica cosa: invece di “Fare quello che devo fare”, nella mia giornata ideale mi piacerebbe riuscire a “Fare quello che voglio/desidero fare” che non sempre coincide con quello che devo. Non so te, ma a me succede spessissimo: mi alzo, ho in mente una serie di cose che vorrei fare (di lavoro e personali) e a fine giornata ho fatto di tutto TRANNE quello che mi ero prefissata di fare. E il più delle volte ho accontentato tutti TRANNE me stessa. Ehhhhhhh….

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      1. Hai perfettamente ragione, Alice, hai fatto la mia fotografia, sono talmente sommersa di must che non riesco a pronunciare la parola voglio, preferisco desidero. Ho sempre anteposto il dovere e l’interesse degli altri al mio. Sto cercando di correggere la rotta. Buona giornata 😃

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      2. Passiamo metà della vita a fare “il nostro dovere”, così come poi ci insegnano a casa e a scuola, e l’altra metà a cercare di recuperare il “senso del piacere senza il dovere”. C’è da riflettere… 🤔

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