Tipi da auto

Da quando viviamo fuori città, immersi nella campagna e tra le colline, guido in pratica ogni giorno. Non ho alternative: a piedi non si va da nessuna parte se non a fare delle passeggiate nella natura.

Guidando tanto, ho iniziato a notare i comportamenti delle persone al volante, creando come mia abitudine i “Tipi da auto”.

Quelli con il cappello e l’ombrello.

Detti anche “guidatori della domenica”. Usano la macchina una volta a settimana, fanno sempre lo stesso percorso, guidano ai trenta all’ora, frenano di continuo e senza ragione. Di solito sono anziani, ma non è detto. Prossima volta che ne incontrate uno, fateci caso: hanno il cappello in testa e l’ombrello posato sul copri-baule.

Quelli che se ne fregano

Si prendono la precedenza quando non ce l’hanno, superano da destra anche se non si può, ti tagliano la strada in rotonda (a volta la fanno pure al contrario). Passano con il rosso, superano i limiti di velocità, ti stanno a tre millimetri dal paraurti, talmente attaccati che puoi vedere i nei del viso nello specchietto retrovisore. Se ne fregano delle regole e degli altri. Guidano come se in strada ci fossero solo loro.

Quelli dal freno facile

Frenano a ogni singola lieve inflessione a destra o a sinistra della strada. Frenano ovviamente a ogni curva. Frenano quando otto macchine davanti a loro, c’è uno che ha toccato il freno. Frenano senza alcun motivo al mondo, tanto che ti chiedi: “Ma perché frena?? Cosa avrà mai visto??”.

Personalmente non li sopporto. Mi danno i nervi! E infatti sono anche nel mio post Non sopporto.

Quelli che odiano guidare in autostrada

Non so voi, ma io odio l’autostrada, anche se in realtà odio i camion in autostrada: si superano tra loro senza guardare se tu stai arrivando e creano code infinite nella corsia di sorpasso, rallentando tutti. Sono dei bestioni giganteschi e mi spaventano un sacco.

I camion che si superano in autostrada sono anche nella mia poesia Metafore di vita nei mezzi di trasporto

Quelli che amano le curve

In compenso, amo le curve. Potrei guidare per giorni in una strada piena di curve e di tornanti; mentre la drittudine dell’autostrada mi annoia a morte. Per fortuna non ho mai sofferto il mal d’auto… 😉

E voi?

Che “Tipi da auto” siete? Ve ne vengono in mente altri?

Foto in apertura di Jill Wellington da Pixabay

11 pensieri riguardo “Tipi da auto

  1. Ciao Alice! Personalmente io penso di appartenere alla categoria di quelli che frenano spesso. Tranquilla, sicuramente abitiamo molto lontane, quindi non ti capiterò davanti! 😂
    In realtà sono diventata eccessivamente prudente da quando un ciclista è venuto addosso alla mia auto (o io sono andata addosso a lui, non l’ho capito ancora oggi, in ogni caso mi sono presa la colpa per sicurezza).
    Da allora ho paura di mettere sotto ogni singola persona in bici o in motorino o a piedi.
    Quindi dove non ho la visuale libera, rallento.
    È vero, gli incidenti ci segnano, ma è anche vero che ad ognuno di noi la guida fa un effetto personale. Per esempio io ho la convinzione che quando uno è al volante, cambia. Può essere la persona più brava del mondo, ma magari alla guida è un impedimento o uno di quelli che deve prendersi la precedenza e passare prima ad ogni costo. O uno di quelli che inizia a suonare per ogni blocco. Avrei sempre voluto approfondire questo tema, ma poi non l’ho mai fatto, per cui mi ha fatto proprio piacere leggere le tue considerazioni.
    Comunque dalle mie parti guidare è un’impresa non semplice, perché sembra non esserci un codice della strada. Ho guidato in città molto più grandi e trafficate della mia, eppure c’era un ordine persino nel traffico, mentre nella mia città la gente va in giro come se fosse sulle nuvole, come se ci fossero solo loro, compresi i pedoni che attraversano in ogni luogo e momento (ovvio non sulle strisce) e senza guardare! E giuro che se freni di colpo ti mandano a quel paese. Per non parlare delle auto che bloccano due carteggiate in città per parlare tra di loro dai finestrini. Gente che apre lo sportello appena accosta l’auto senza guardare se arriva qualcuno. Persone che fermano la macchina nel mezzo dell’ingresso ad una via per scaricare la roba dal bagagliaio quando accanto a loro ci sono i parcheggi liberi. Insomma, puoi essere il guidatore più bravo del mondo, ma non auguro a nessuno di guidare in una città come la mia!

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    1. Ti capisco molto bene. Diversi anni fa, ho fatto anch’io un incidente ed è stata colpa mia. Per fortuna, non è successo nulla di grave e nessuno si è fatto male, ma per un po’ di tempo non sono proprio riuscita a guidare. Allora vivevo in centro città, mi spostavo quasi solo a piedi o in autobus, quindi ne avevo anche poco bisogno. Poi sono cambiate tante cose, siamo andati a vivere fuori città, senza auto sarei rimasta bloccata in casa e ho ripreso piano piano a guidare. Ora vado quasi ovunque… 🤩 Comunque, non so dove vivi, ma dalla tua descrizione ho pensato a due città in cui sono stata: Roma e Napoli dove la viabilità è da farsi il segno della croce! 🙄
      PS: a volte non serve frenare, a volte basta lasciare il piede dall’acceleratore e cambiare marcia. Così, giusto per dire. 🤣🤣

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      1. 🤣🤣 Lascia stare che poi devo rimettere a nuovo qualcun altro! 🤣🤣
        Comunque scherzi a parte, alla fine quel ciclista, ho saputo dalla mia assicurazione, si è fatto un infortunio della madonna senza essersi fatto quasi nulla e si è comprato una bici elettrica che faceva un baffo a quella che aveva prima! Vabbè.

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  2. Io in auto sono “normale”, non amo correre forte, ma non sopporterei mai apparire come “imbranato”.
    Ho tuttavia un cattivo senso di orientamento, ma per fortuna il navigatore satellitare ormai mi ha risolto il problema.

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    1. Ah! Sì, navigatore tutta la vita. Non mi mancano PER NULLA i tempi della mappa e dell’intrico di strade da districare! Anche se, anche il navigatore va tenuto sotto controllo. Diversi anni fa, in viaggio di lavoro tra Bologna e Monaco di Baviera (si andava in macchina perché dovevamo portare tutto il materiale per la fiera), il navigatore ci fece uscire dall’autostrada per andare a prendere una deviazione assurda che tagliava in mezzo ai campi, tra curve e tornarti e la strada che diventava sempre più stretta. Beccammo anche un trattore! 🤣 Sarà stata anche più breve in termini di chilometri, ma… vabbé. Appena abbiamo potuto, siamo ovviamente tornati in autostrada.

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      1. Anche a me nono capitate disavventure simili.
        Per esempio ero partito da Sorrento direzione Pompei, ed il navigatore mi ha portato in un posto assurdo dal quale non riuscivo più a venirne fuori.

        In Irlanda alcuni anni fa, invece, un caso di omonimia: un castello che volevamo visitare aveva lo stesso nome di un paesello, ed io fidandomi ho raggiunto il paesello…

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    1. Mi hai fatto ricordare: quinto anno di scuole superiori, ero in macchina con una mia compagna di classe. Un tizio ci suonò e lei si mise ai venti chilometri orari, in mezzo a una strada stretta. Era impossibile che potesse superarci. Ridemmo come matte. 🙄

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