In un sogno ricorrente

Nel corso dell’ultimo mese ho fatto un sogno ricorrente. Avete presente quando sognate sempre la stessa cosa, sia pure con piccole variazioni? Ecco, è il mio caso.

La prima notte ho sognato che incontravo una bambina. Avrà avuto otto anni al massimo. Eravamo in mezzo alla strada, mi veniva incontro e ci abbracciavamo.

La seconda volta, stessa identica strada, stesse case attorno, persino stessa macchina parcheggiata lungo la strada. Solo che, invece di incontrare una bambina, ho incontrato una ragazza di circa sedici anni. Mi è venuta incontro e ci siamo abbracciate.

Nel terzo sogno ho incontrato me stessa durante il cancro. Cuffia in testa, sopracciglia leggere, quasi inesistenti, faccia piena e tonda (effetto del cortisone).

La strada era la stessa, anche se non ricordo se c’era la macchina parcheggiata. Anche in questo terzo sogno, mi è venuta incontro e ci siamo abbracciate.

È stato a quel punto che ho capito: sogno dopo sogno, notte dopo notte, stavo sempre abbracciando me stessa. La bambina che sono stata, poi la ragazzina, poi la donna malata.

Come scrisse Jonathan Safran Foer in Molto forte, incredibilmente vicino (romanzo straordinario, da leggere e rileggere): «Mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno». Già.

Io ho passato gran parte della mia vita a lottare contro me stessa.

Ho odiato l’Alice bambina e l’Alice adolescente perché vivevano solo di sogni, perché si erano lasciate bloccare dalla timidezza prima e dell’ansia poi e si era lasciate scappare tutta una serie di esperienze che l’Alice adulta non avrebbe più potuto vivere.

Nel corso della mia malattia, mi sono ritrovata spesso a odiare anche l’Alice malata di cancro perché aveva paura, perché era in ansia e non mangiava, perché si vergognava della sua testa calva e non si separava dalla cuffia.

Poi ho scelto di intraprendere una strada diversa. Il cancro mi ha insegnato che non vivrò per sempre. Lo sapevo anche prima, ora lo so di più.

Ho scelto di guardare all’oggi, a quello che sono e a quello che voglio essere, smettendo di accanirmi contro quella che non sono stata e che non so essere.

Ho scelto di guardare a tutte le Alice che sono e che sono stata con tenerezza, comprensione e soprattutto amore. Non ci riesco sempre, ma almeno ci provo… 😉

Post Scriptum

A volte faccio dei sogni talmente letterali che non serve scomodare Freud per trovare spiegazioni…

E voi?

Avete mai fatto un sogno ricorrente? A me capita anche di sognare una casa. Nella realtà non esiste, ma nei miei sogni ci torno spesso.

Foto di Graphist and Operator Printing machines solvent/eco-solvent da Pixabay

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17 pensieri riguardo “In un sogno ricorrente

    1. Hai indovinato forse perché, in un certo modo strano e meraviglioso, hai finito per conoscermi, amico mio. 🙂
      Detto questo, il tuo commento mi dà da pensare: è da tanto tempo che non sogno ad occhi aperti… Non so se esserne felice o triste. Non so nemmeno il motivo. Bisogna che io ci pensi un po’…
      PS: quale sogno fai, ricorrente, mentre non dormi? Così, giusto per farmi un po’ di affari tuoi. 😉

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      1. Sogno i viaggi che mi piacerebbe fare, e che difficilmente farò.
        Pensa che ho già “pianificato” (in alcuni casi anche con dettagli) viaggi itineranti che rimarranno solo nei miei pensieri, per motivi di budget e di opportunità.

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      2. Avrei dovuto immaginarlo… Ami pianificare, ami viaggiare, le due cose insieme fanno viaggi immaginari ad occhi aperti! 🤩🤩 E… Mi fai ricordare che, poco prima che finisse il liceo, avevo pianificato un viaggio insieme ad un amico, con tanto di tappe e guide prese in prestito dalla biblioteca. Poi non se ne fece nulla (e il motivo forse era solo che per me era molto di più, per lui ero solo un’amica) e ci rimasi così male che, da allora, detesto progettare i viaggi. Anche se adesso so che con Andrea si avvererebbe quasi tutto quello che progetto, ho come una resistenza… È un peccato.

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  1. Cara Alice, mi è capitato spesso di fare sogni ed anche incubi ricorrenti. Sai, anche io ho impiegato molto tempo a cercare di accettarmi, mi sono fatta la guerra, tuttora se esco dai binari, non è escluso che vada allo specchio o anche no, ma mi faccia una bella ramanzina. Ho intrapreso un lunghissimo percorso e credo di aver fatto pace con me stessa e con il mio carattere complicato!
    Forse, semplicemente non eri pronta per quelle occasioni o non facevano per te. Come puoi rimproverarti di aver avuto paura? È più che naturale tu l’abbia avuta, sarebbe strano il contrario. Finalmente ti sei pacificata con te stessa, sei una persona autentica, forte e coraggiosa, non hai proprio nulla che non vada e soprattutto non hai niente da rimproverarti.
    Abbracciati e coccolati come faresti con chiunque altra!
    Un forte abbraccio da parte mia alla Alice più speciale che ci sia! 🥰

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    1. Gli incubi ricorrenti! Cosa mi fai tornare in mente! C’era un incubo tremendo, che facevo da ragazza, in cui mi cadevano i denti. Ne sentivo muovere uno, tiravo per toglierlo e venivano via anche tutti gli altri denti, come se fossero collegati da un filo. Era orribile! Poi, una notte, nel sogno mi sono detta: “Alice! Questa non è la realtà! È il solito incubo sui denti!” e mi sono svegliata. Dopo quella volta, non l’ho più sognato o almeno non ne ho più avuto ricordo.
      Detto questo, ancora una volta ci ritroviamo: sorelle di lotta e di pace. ❤️❤️❤️
      PS: prometto di abbracciarmi e coccolarmi solo se tu prometti di fare lo stesso, amica mia. ❤️❤️❤️

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      1. Sei stata molto brava!
        Sorelle di lotta e di pace, mi piace moltissimo! ❤❤❤
        Sì, ci sto, amica mia, te lo prometto volentieri. Ho imparato ad accogliere e ad accarezzare il mio dolore! ❤❤❤

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  2. Ci sono almeno tre luoghi che oramai conosco piuttosto bene per quanto li ho gironzolati in sogno! Anzi no, ogni volta finisco col perdermici anche in sogno ha ha ha… però mi sono familiari! Anche se, a ben pensarci, in uno non finisco da tantissimo tempo, credo dall’adolescenza.

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    1. Da adolescente sognavo un mondo fatto di libri. Camminavo su strade fatte di libri, su ponti fatti di libri, i muri delle case erano fatti di libri. Non ci torno da tanto tempo… 🙂
      Ed è bello perdersi durante i sogni e sentirsi comunque a proprio agio, in luoghi famigliari e conosciuti. 🙂

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    1. Io sogno tantissimo, anche più di un sogno per notte, e al risveglio ricordo praticamente tutto. O almeno credo, perché chissà quali altri sogni faccio e poi non ricordo. Andrea non dorme impasticcato, ma anche lui ricorda molto raramente i suoi sogni. Chissà da cosa dipende…

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  3. Mi è piaciuta tanto la frase “Ho scelto di guardare a tutte le Alice che sono e che sono stata con tenerezza, comprensione e soprattutto amore.”.
    E’ un percorso importante da fare per trovare equilibrio e serenità con sè stessi. Un traguardo per niente scontato Alice!
    Per quanto riguarda i sogni, anch’io ne faccio di ricorrenti ed alcuni sembrano così reali che a volte li confondo con dei ricordi di vita vissuta, per poi accorgermi che gli altri non ricordano le mie stesse cose, quindi le ho solo sognate! Altri sogni sembrano film che rivedo ciclicamente, sempre uguali persino nei dettagli. La mente umana è misteriosa e straordinaria, non smetterà mai di affascinarmi.

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