La battaglia della carta igienica

A casa nostra, quando vado in bagno, trovo sempre la carta igienica montata al contrario. Così, la smonto e la rimetto a posto.

Poi Andrea va in bagno, la trova sistemata da me e siccome non gli piace come la metto io, la smonta e la rimette come lui ritiene debba stare.

È una battaglia che va avanti da quando viviamo insieme.

Ho provato a spiegargli che il mio modo è quello giusto, gli ho anche fatto vedere degli articoli a sostegno del corretto montaggio della carta igienica.

Non c’è niente da fare, gli piace messa al contrario e quindi è tutto un gira e prilla e smonta e rimonta, tanto che il porta-carta igienica è arrivato a chiedersi che cosa avrà fatto di male, in una vita precedente, per finire in casa nostra.

Succede la stessa cosa anche con il caricamento della lavastoviglie. Io inizio a caricarla e ho un mio sistema, rodato in anni e anni di lavastoviglie.

Poi arriva lui e sposta tutto perché sostiene che il mio modo non sfrutta a dovere tutti gli spazi e che, con il suo modo, ci stanno più cose.

Se poi, dopo il mio passaggio e il suo passaggio, la lavastoviglie ancora non è piena e l’ultima a metterci le mani sono io, finisce che sposto di nuovo tutto perché nel suo sistema, io proprio non mi ci trovo.

Succede la stessa identica cosa anche con i cesti della biancheria da lavare. Da quando viviamo insieme – prima nella casa in città, ora in quella in collina – abbiamo sempre avuto due cesti per i panni sporchi.

Uno è per i capi delicati, da lavare a basse temperature: 40, 30 oppure a freddo. L’altro è per quelli resistenti, da lavare a 60°.

Bene. Sono anni che spostiamo la biancheria da un cesto all’altro perché, tanto per fare un esempio, per lui le camicie vanno lavate a 40°, per me a 60.

Non c’è un rimedio. Sono le piccole battaglie quotidiane di chi convive. O almeno sono le nostre piccole battaglie quotidiane e, sto per dire una cosa da diabete, ma sono queste le cose che mi mancherebbero di più.

E voi?

Date libero sfogo alle vostre piccole battaglie da conviventi e da maritati… 😉

In apertura: dettaglio della foto di Willgard Krause da Pixabay

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26 pensieri riguardo “La battaglia della carta igienica

  1. Io e mia moglie siamo più democratici: LEI mi dice come devo fare le cose e IO le faccio! XD
    Scherzi a parte, giochiamo di compromessi tranne che in due campi specifici: lei ha sempre l’ultima parola in cucina, io per la spazzatura e i piccoli lavori di manutenzione.
    Un saluto!

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    1. Sì, anche Andrea è bravissimo nei piccoli lavori di manutenzione, mentre io sono del tutto negata. Solo che lui odia occuparsi dei piccoli lavori di manutenzione e vorrebbe che io diventassi pratica e non mi appoggiassi sempre a lui. Seeeeee. Aspetta e spera. 😂😅

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  2. Il balletto della carta igienica, paro paro succede anche a casa mia! L’altra grande diatriba riguarda le pentole in lavastoviglie, io ci metterei tutto, lei comincia a fare i distinguo, quello non si pulisce, quell’altro si rovina…🙄

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  3. Allora, chiariamo una volta per tutte questa storia della carta igienica. Di solito le donne mettono il lato che si strappa girato verso il muro, mentre gli uomini lo mettono verso l’interno della stanza, ma chi ha ragione?
    🧐

    Bene, una volta ho voluto levarmi la curiosità, e sono andato a cercare la richiesta di brevetto del sistema rotolo e portarotolo, scaricando il disegno presentato nel 1880, più o meno, ora non ricordo. e credo a New York.
    🤔

    Purtroppo qui dal telefonino non riesco a recuperarlo, comunque ricordo che l’inventore era un uomo, e ovviamente il disegno mostrava il rotolo di carta posizionato in modo logico e razionale, cioè come piace agli uomini, quindi con lo strappo verso il fruitore.
    😁

    Poi le donne avranno magari inventato altre cose, non ne ho idea, ma certamente non la carta igienica, quindi il rotolo si deve posizionare come diciamo noi uomini, e questo chiude la questione.
    😏🤪😂

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    1. La cosa divertente è che a casa nostra succede esattamente il contrario! Io metto la carta lato utilizzatore, lui invece girato verso il muro! Anch’io gli ho trovato articoli a sostegno della mia teoria, ma non c’è mica verso. 🙄

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      1. Molto strano. Allora hai ragione tu. Incredibile.
        😁
        Comunque prima o poi recupero il disegno della richiesta di brevetto e la pubblico sul mio blog, così puoi stamparlo e appenderlo in bagno.
        😉

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      2. L’avevo detto io che il mio è il modo giusto! 🤩 Comunque, se pubblichi la foto, la stampo, la metto in bagno e poi io pubblico la foto di Andrea che guarda la foto in bagno. 😂🤣

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  4. Ognuno di noi ha il suo modo di fare le cose, è normale, io gli ripeto cento volte sempre le stesse cose, non c’è verso. Per alcuni aspetti, mio marito è impareggiabile, anche a casa 🏡 in alcune cose, è molto più bravo di me, lo riconosco. Ma deve andargli e, soprattutto, per le cose che non gli interessano, in generale, non si applica.

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    1. In confronto a tante storie che sento dalle amiche, di sicuro non mi posso lamentare: Andrea sa fare tutto in casa. Solo che glielo devo chiedere. Magari vede i cesti della biancheria straripare, ma finché non gli chiedo direttamente “fai una lavatrice che in sto periodo sono incasinata e non ho tempo”, lui continua a mettere dentro cose anche se non ci sta più uno spillo, manco fosse un pozzo senza fondo! 🙄😂

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    1. Anche noi abbiamo più di un bagno in casa, ma uno è quello principale e l’altro non piace a nessuno perché è praticamente in cantina: d’inverno è freddo, d’estate invece si sta bene. 😉
      Per il resto ti capisco: noi siamo entrambi puntigliosi e precisini e, appunto, cerchiamo sempre di convincere l’altro a fare le cose come pare a noi. 😅
      Per gli abiti nell’armadio, non puoi nemmeno immaginare. Ci sarebbe da scrivere un post dedicato… 😂🤣

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