La triangolazione della privacy

Ieri sera Andrea mi guarda e dice: «Comunque non mi piace che pubblichi tutte quelle foto della nostra casa sul blog».

Io lo guardo un po’ sorpresa e chiedo: «Foto della nostra casa? Sul mio blog? Ma quando mai?».

Ora, va bene che sono rintronata, ma foto di casa nostra non ne ho messe mai. Ho pubblicato tante foto dei fiori, del nostro giardino, a volte si vede un pezzetto del portico…

Ho pubblicato anche tante foto delle nostre colline: in alcune, in mezzo al bosco e tra le altre case, c’è anche la nostra, ma la riconosci se sai già che è quella, altrimenti… auguri!

Mi ha mostrato una foto in particolare: c’è effettivamente casa nostra, ma è talmente lontana e talmente nascosta dalla vegetazione che ci vogliono occhi di falco e sguardo di lince per vederla.

Mi sono messa a ridere. Gli ho chiesto: «Sei serio? Come diamine fanno a capire che quel puntino quasi invisibile è casa nostra?».

Detto questo, già vi vedo, con strumenti sofisticatissimi, vagliare le mie foto una per una, ingigantire ogni singolo dettaglio, studiare il muschio che si vede sui tronchi, controllare il colore del terriccio, triangolare la nostra posizione e finalmente: eccola! La casa dove vivono Alice e Andrea! 😉

Post Scriptum

La sua preoccupazione è figlia di un sano istinto alla conservazione della nostra privacy e mi ha fatto riflettere: ci espongo troppo? Racconto troppo di me e di noi? È giusto tutto questo?

Post Scriptum 2

Chiunque voglia venire a trovarci è il benvenuto, previa richiesta formarle su carta di pergamena in triplice copia bollata. 😉

E voi?

Quando raccontate di voi nel blog? Scommetto che Allegro è d’accordo con Andrea. 😉

Foto in apertura di Tayeb MEZAHDIA da Pixabay

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22 pensieri riguardo “La triangolazione della privacy

  1. Se ti può consolare, cara Alice, mio marito mi ha rimproverata qualche settimana fa, dicendomi che scrivo troppe cose personali. Gli ho risposto che il blog è mio e ci faccio quel che dico io e non insistere, gli ho intimato, che ti blocco l’accesso!
    Ma quanti padroni ho????

    Archiviata la fase scherzosa, indubbiamente, mi rendo conto che scrivo molto di me, della mia vita, forse troppo. Ma, alla fine dei conti, credo che ogni blog sia strutturato a modo suo.
    Ho fotografato l’ulivo, i dintorni.
    Raccontato di noi, del mio fratello dolcissimo, che fu il primo a dissentire, ma non ho messo foto 📷 di famiglia, se non mie e di mio marito. Se dovessi essere.abbottonata anche qui, credo che il mio blog perderebbe la sua naturalezza e spontaneità.
    Tranquilla non indagherò sulle tue foto! Un abbraccio 💖 💝

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      1. Certo sorella, l’ho creato dal nulla e non si tocca, in fondo mi sembra di parlare di lui in modo piuttosto lusinghiero! 😄😄😄💖💖💖💞💞💞

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    1. 🤣🤣 Seeee! Ma magari! 🤣🤣
      In realtà, mi fai pensare a una cosa. Nel mio romanzo ho messo talmente tanto della mia vita e della mia vita con Andrea, eppure sembra non avere alcun problema. In compenso fa tante storie per le foto sul blog. È un po’ strano… 🤷

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    1. Ah, sì, questo è un ottimo modo per scrivere liberamente, senza condizionamenti di alcun genere. Io non ci sono mai riuscita. Nel mio primo blog, dove scrivevo con uno pseudonimo, ho raccontato a tutti che ero io… C’è niente da fare, se non mi metto sotto il riflettore non sto bene. 😉

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  2. Alla tua domanda rispondo che (come sai) mi capita spesso di parlare di me nel mio blog, nel senso che spesso per recensire un libro o un film parto proprio dal racconto di una mia esperienza personale, per poi legarlo nella maniera più fluida possibile alla recensione vera e propria. Ma sto sempre bene attento a non rendermi identificabile con precisione, perché anch’io come Andrea tengo molto alla mia privacy. E anche perché Internet è pieno di gente pazzerella, quindi quando scrivi qualcosa nel web la prudenza non è mai troppa.

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    1. Ti dirò, mio caro amico, sono sempre più preoccupata all’idea di pubblicare il mio libro. Ho messo dentro così tanto di me (e della mia famiglia e di Andrea) e, come dici tu, internet è pieno di “gente pazzerella”… Speriamo in bene… Detto questo, penso che ognuno debba essere libero – nel proprio blog – di esporsi come e quanto ritiene giusto, ma spero sempre un giorno di poterti incontrare di persona e darti un volto. ❤️

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  3. Credo che questo sia un problema comune a diversi blogger perché anch’io quando scrivo un post mi pongo lo stesso dilemma.
    Come ho scritto in un post diversi anni fa che trovi qui, tendo a scrivere esclusivamente di me per evitare di “coinvolgere” terze persone nei miei articoli e quando lo faccio tento a rimanere sempre sul vago.
    Per quanto riguarda le foto non ricordo di aver mai messo fotografie personali, per le immagini mi affido a pixabay.

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    1. Per le foto, sì, la maggior parte delle volte vengono da Pixabay. Sarei persa senza… 😉
      Per i post, se parlo di me parlo anche e inevitabilmente di chi mi è più vicino, cercando comunque di parlare più di me che degli altri. Il problema è che il mio concetto di privacy potrebbe non coincidere con quello degli altri… Insomma, ci vuole equilibrio e non è mica facile. 🙂

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