Il Natale della muffa

Al contrario di quanto successo lo scorso anno, quest’anno mi sento invasa da un delizioso spirito natalizio. È da metà novembre che guardo film natalizi e faccio progetti su dove mettere l’albero e come addobbarlo. 🙂

Ho persino lanciato una proposta ardita: «E se tagliassimo la punta dell’abete che abbiamo in giardino e facessimo un albero vero?».

Andrea mi ha guardato come se fossi posseduta e ha risposto: «Non ci pensare nemmeno».

Archiviata l’idea dell’albero vero in casa, sabato ho preso fuori le mie scatole del Natale. E qui devo fare una piccola digressione.

Andrea e io abbiamo due alberi di Natale.

Uno è il “suo” ed è sempre stato nella casa in collina: un piccolo albero già addobbato che ogni anno dovevamo solo estrarre dal sottoscala e appoggiare accanto al camino.

L’altro è il “mio” ed erano almeno due anni che giaceva abbandonato in città. Prima di venire a viverci, nella nostra casa in collina ci passavamo le vacanze, quindi a Natale eravamo sempre qui.

Sabato, dicevo, monto l’albero, metto le luci e mi accorgo che manca qualcosa: la musica natalizia! Non si può addobbare l’albero senza una musica appropriata!

Così accendo il computer, vado su YouTube e cerco un classico: I’ll be home for Christmas, di Bing Crosby.

Bene. La musica c’è, l’albero anche, le luci sono in posizione, mancano solo gli addobbi. Apro la scatola che li contiene: una grande scatola in stoffa a righe verdi e bianche, di quelle che normalmente si usano negli armadi.

Un odore molto forte mi colpisce subito le narici. Lo riconosco subito: è l’odore tipico delle cantine, dove non c’è ricircolo d’aria e l’umidità ristagna.

Dentro la grande scatola di stoffa ci sono varie scatole di cartone. Ne apro una: dentro ci sono gli addobbi incartati nel giornale e l’odore di umido è ancora più forte.

Sollevo la scatola di cartone e mi accorgo che il fondo è umido, verde e completamente ammuffito. Così prendo un’altra scatola e mi accorgo che anche quella è umida, verde e ammuffita.

Tolgo tutto e vedo che il fondo della scatola grande, quella di stoffa che contiene le scatole di cartone, è completamente invaso dalla muffa.

Mi blocco. Lascio tutto dov’è. Vado a lavarmi le mani. I polpastrelli sono già macchiati di verde e di grigio. Indosso la mascherina, metto i guanti usa e getta, spalanco la finestra anche se fuori ci sono forse quattro gradi.

Stendo una tovaglia di carta pulita per terra e inizio. Svuoto le scatole ammuffite, tolgo gli addobbi dalla carta di giornale, butto via carta e cartone cercando di limitare al minimo la diffusione delle spore.

Quando mi accorgo che gli addobbi natalizi sono salvi, tiro un profondo sospiro di sollievo. La muffa ha aggredito le scatole, ha bagnato i giornali, ma gli addobbi sono intatti.

Finito di liberare tutti gli addobbi dai contenitori muffiti, metto sotto il portico di casa i sacchi della carta e il sacco nero con la scatola di stoffa marcita e pulisco ogni singola superficie che è venuta in contatto con la muffa.

Quando finalmente inizio ad addobbare l’albero, sono trascorse quasi tre ore da quando ho costruito l’albero e messo le luci. 😦

A pranzo racconto tutto ad Andrea, che era in giro per commissioni mentre succedeva tutto questo. Lui mi guarda e, sorridendo amaramente, commenta: «Il Natale della muffa».

Già.

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15 pensieri riguardo “Il Natale della muffa

  1. Ma sei una grande, quale Natale 🎅 della muffa, hai fatto un lavorone, andresti premiata. Ti assegno una medaglia 🏅 che bello che le decorazioni si siano salvate. Forza sorella, ho letto il post con il fiato sospeso, che sollievo! Bravissima Alice, ti abbraccio ♥️

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  2. Io quest’anno ho un grande spirito natalizio e devo dire che diverse persone si stanno davvero impegnando per rovinarmelo, ma non gliela darò vinta!

    Hai un modo di descrivere che mi piace troppo, come quando hai scritto che Andrea ti ha guardato come se fossi posseduta! 😂😂😂
    Che ne sanno loro di certe nostre finezze! Lo dico scherzosamente! 🎉🎉🎉🎈🎀🎀🎀🎀🎊🎊🎊♥️♥️♥️♥️♥️♥️

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  3. Il rischio che il materiale depositato in cantina ed in garage si rovini, è sempre presente. Specialmente se cartaceo (libri, vecchi quaderni) o di materiale deperibile.
    Per fortuna non avete perso nulla, ma forse dovete verificare il motivo per cui la muffa ha preso piede, io per es. lascio sempre circolare aria, in modo da evitare il più possibile che la muffa possa crearsi.

    Ovvio: così facendo, possono entrare dai pertugi alcuni piccoli insetti o foglioline, ma è sempre meglio che dover gettare via tutto.

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    1. La cosa bella è che non era in cantina o in garage. Era in casa, in un sottoscala bello asciutto, anche se senza finestre e senza ricircolo di aria. Comunque era nella casa che abbiamo venduto… non in questa. Cercherò il modo di impacchettare tutto in modo che non succeda mai più. 🙂

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    1. Se non fossero stati incartati uno a uno e dentro le scatole nella scatola (tipo matrioska), anch’io avrei dovuto buttare via tutto e sarebbe stato un dispiacere immenso. Alcuni decori sono antichi e talmente pieni di ricordi che sarebbero impossibili da sostituire. ♥️
      Per fortuna è andato tutto bene e ora ci starò moooolto più attenta. Come immagino anche tu. 😉

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    1. Pensa che mi sono beccata anche il raffreddore! Ero sudata, mi sono spogliata, ho dovuto aprire la finestra e… Raffreddore. Il mio spirito natalizio continua ad essere sotto attacco, ma non demordo. Oggi è arrivata la neve, quindi va tuuuuuutto bene. ♥️❄️♥️❄️🥰❄️

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