Che cosa mi è venuto in mente??

Quest’anno, in un momento di totale annebbiamento, me ne sono uscita con: «E se a Natale invitassimo la mia famiglia qui?».

E Andrea, credo vittima dello stesso annebbiamento perché altrimenti non si spiega, mi ha subito detto: «Dai! Che bella idea!».

Ora, da quel tragico momento di doppio annebbiamento, sono passate tre settimane e io mi sono trovata spesso a pensare: “Ma cosa diamine mi è venuto in mente???”.

Voglio dire. Fino all’anno scorso: tutti a casa dei miei genitori. Quindi, Andrea e io arrivavamo con calma, portavo il dolce, i regali per mamma, papà, fratello.

Ci sedevamo a tavola, già tovagliata, apparecchiata e imbandita, mangiavamo, aiutavo a sparecchiare e il mio contributo si esauriva lì.

Mia mamma e mia nonna si chiudevano in cucina a pulire e a rassettare; io mi spiaggiavo sul divano, a sonnecchiare con la testa posata sulla spalla di Andrea, che parlava con mio padre di solo loro sanno cosa.

Nessun problema, nessuna ansia, nessun pensiero. Quest’anno invece, causa annebbiamento mentale pre-natalizio, mi sono messa in prima linea.

Questo significa: pulire tutta la casa (che all’improvviso mi sembra troppo troppo grande), cucinare per sette persone (anche se poi ognuno porta qualcosa, quindi il peso è condiviso), fare il presepio (che ancora ho fatto solo l’albero), gestire casa-tavola-tovaglia-camino-divano-sedie-poltrone

Tutto questo lavorando, perché ho avuto la geniale idea di ospitare il Natale nell’unico anno in cui ho preso le ferie a gennaio, mentre la mia collega è in ferie adesso. Furba, vero???

Un giorno forse capirò perché devo sempre complicarmi la vita in questo modo… 😉

Post Scriptum

Ironia a parte, sono veramente FELICE di ospitare la famiglia per Natale. Ci sarà una sedia vuota in più, ma accenderò una candela e tutti coloro che abbiamo amato saranno con noi.

E voi?

Come e dove trascorrerete il Natale?

Foto in apertura di Jill Wellington da Pixabay

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24 pensieri riguardo “Che cosa mi è venuto in mente??

  1. Dolcissima Alice, anche io trascorrerò le feste in famiglia, un po’ per uno non fa male a nessuno. Abbiamo la grandissima fortuna di avere ancora tutti e quattro i genitori. Il 26 rivedrò le mie nipoti, il loro fratellino a quattro zampe, un bassotto arlecchino, molto monello, ma meno discolo ed insopportabile del mio caro fratello, tanto caro davvero!
    Gli voglio bene, ma gli staccherei la testa certe volte.
    Un carissimo abbraccio ♥️

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    1. Noi “solo” esseri umani, niente animali. I gatti dei miei genitori restano a casa. 😉
      I fratelli sono una cosa meravigliosa, ma a tratti e a piccole dosi. 🤣🤣
      La mia famiglia, come sai, va un po’ restringendosi, però è sempre bello averla intorno (come il fratello, però, a tratti e a piccole dosi 🤣🤣).
      Un abbraccio grande, amica mia. ♥️♥️

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      1. Mio fratello ci ha invitati a casa sua, ha il cane, non posso certo dirgli di non invitarlo! 🤣🤣🤣
        Mio fratello riesce ad essere insopportabile anche a piccole dosi, non so che dirti!
        Un abbraccio grande a te, amica mia ♥️♥️

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  2. Ah Ah! Ma sì, che ti è venuto in mente? Io ho la fortuna che per Natale lavoro ( anche se quest’anno solo la mattina) : bella cosa per evadere ogni richiesta. Nonostante ciò avrò un Natale difficile lo stesso. Niente grazia per gli stolti (categoria in cui rientro a pieno, mi sa)

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    1. Ho sempre fatto lavori d’ufficio, quindi non ho mai provato l’ebrezza di lavorare nei giorni di festa. Un anno, prima del COVID, per Natale Andrea e io siamo scappati a Londra. È stata una fuga dal Natale in piena regola ed è venuto fuori un viaggio spettacolare… esperienza assolutamente da ripetere. Prima o poi…

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  3. Io ho la casa piccola, al massimo posso invitare 2-3 persone. Ed in effetti non abbiamo mai fatto in casa chissà quali pranzi o cene.

    Io starò in famiglia, dedicandomi 1/3 a moglie e figlio, 1/3 a papà, 1/3 alla big family (cugini, zii, nipotini).
    Spero di sopravvivere.

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    1. Lo trovo un po’ stressante… non sono abituata ad essere “quella che ospita”. Però so che sarà bello essere qui tutti insieme. Alla fine, il Natale è poi una scusa per stare insieme ed è questo che conta. ❤️
      Detto questo, buon Natale anche a te e alla tua famiglia. ❤️❤️

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      1. Anche per me è piuttosto faticoso. Infatti invito volentieri a casa mia senza però complicarmi troppo la vita, anche perché lo dico sempre ai miei ospiti che non sono una brava padrona di casa e mi arrangio “alla buona” 😅

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      2. Io ogni volta entro in modalità “casalinga disperata”: devo pulire tutto, sistemare tutto e cucino troppo. Andrea dice che vengo presa dal “sacro fuoco”. 🤣🤣
        Per Natale, mi hanno affidato gli antipasti, così faccio meno danni. 😉 Ho cucinato tutto il pomeriggio e sembrano venuti bene. Vedremo…

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  4. Anche io ospito ma per il pranzo siamo solo in 3 con la sorella che arriva dall’Italia e comunque devo pulire, farle la stanza, decidere cosa cucinare (zia e nipote in questo sono molto simili… very fussy eaters). Ma credo anche quando ho avuto molta più gente che ne valga sempre la pena … trovo ci sia qualcosa di magico nel passare il Natale in casa propria con le persone a cui vuoi bene … chi me l’ha fatto fare lo dirò quando è tutto finito e bisogna rassettare tutto di nuovo 😅. Buon Natale.

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    1. Amica mia, che siano tre o sette o dodici, la fatica c’è COMUNQUE. Però ci sarà anche tanta soddisfazione e tanta gioia nello stare insieme. Adesso che ho pulito tutto e preparato la parte di cibo di mia pertinenza, non vedo l’ora che sia domani. 🎉
      E… mi spiace tanto che l’altro giorno non siamo riuscite a video-vederci. Appena usciamo da questi giorni di “folli festeggiamenti”, ci riproviamo. Ricambio gli auguri di un Buon Natale. 💝

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  5. Come diceva quello, «io, speriamo che me la cavo»! Voglio dire che le feste di Natale danno sempre una certa fatica. Intendiamoci, io non faccio niente: non so fare niente. Anche se, lo ammetto, la spesa sono andato io a farla. Ah, ecco, anche l’impasto della ciambella l’ho girato io e ho schiacciato gli amaretti per la torta di riso. su terreni più accidentati non m’avventuro, anche se so con padre Cristoforo che «verrà un giorno». Intanto, rintanato nel mio «cantuccio lirico», leggo srivo traduco e m’imbevo di malinconia. Già, mica solo i poeti romantici soffrivano di «Sehensucht». sarà per questo che stamattina ho tradotto una poesia di una poetessa tedesca che, se avrò tempo, magari posto. ecco, in questi ultimi tempi faccio fatica anche a postare: la scrittura, che di fatto è la mia vita, mi dà qualche filo da torcere, come la digestione a Ciccio Ingravallo o alla vecchia arianna. Non so, il solstizio mi rovina, quella lama di sole intendo che chiamano giorno. Mentre si fanno le cose, ecco, non ci si pensa; «ma venuta la sera», per richiamarsi a quel fetentone di Machiavelli, il pensiero cade su ciò che resta. Poco in verità, ma pur sempre materia di riflessione, espunti dolore e gioia, per assaporare un po’ di quel «taedium vitae» di cui tutti si riempiono la bocca. Chissà, questo il mio Natale, alice. di più non so dire né so se valga la pena di dirlo. Nel caso, tieni vuota una sedia in più, ché se il vecchio Alessandro mi dà uno strappo blu, potrei pure venire a salutarvi… per il momento, mi limito agli auguri rituali. Questo sì, dai, me lo concedo.

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    1. Io sono un’anima invernale. Questa è la mia stagione e do il meglio di me. Ho tantissima energia creativa, che emerge e mi sommerge di giorno e di notte. In estate, invece, mi sento come svuotata di energie, di voglia, di forza e scrivere mi costa una fatica immensa, diventa quasi uno sforzo titanico.
      Comunque, buonissima la torta di riso. Domani la porta mio zio, che è diventato l’esperto della famiglia in materia di dolci. Cercherò di essere brava e ne mangerò giusto un assaggio: lo zucchero non fa proprio parte del mio nuovo regime alimentare.
      Passate le feste, dobbiamo organizzarci. Anche Andrea non vede l’ora di rivederti… è passato davvero troppo tempo.
      Buone feste, caro Federico, di cuore.

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      1. Riemergo anch’io, alice carissima, dopo giorni di quasi letargo. No, non di quello animale, bensì di inerzia. Chissà, alle volte succede: staccare un po’ la spina non fa mai male. Le feste natalizie sono una sospensione, una parentesi, in cui tutto ricade. Poi, un giorno, ci si risveglia e si è già nel nuovo anno. a proposito, auguri di un anno nuovo felice! So che sei in fibrillazione: la creatura, chiamiamola così, urge alle porte. Già, marzo è vicino. Ne parleremo presto, spero, anche col grande Mondo. Attendo indicazioni in merito. Intanto, grazie sempre della pazienza. so bene che la scrittura è come la «ruminatio» medievale: un lungo processo faticoso. Lo ricordava bene pure Gadda nel descrivere Ciccio Ingravallo, comandato alla mobile. Ma non voglio divagare. Buon anno di nuovo, quindi!

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