Dobbiamo proprio?

Ieri c’era un sole meraviglioso e, dopo pranzo, sono andata a fare la mia solita passeggiata (quella che vi ho raccontato in Non ti annoi a fare sempre lo stesso percorso?).

Arrivata ai piedi della salita che porta fino alla chiesa, una salita piuttosto ripida e impegnativa, ho visto una famiglia: padre, madre e bambino di circa otto anni.

Il padre guarda la madre, dice: «Saliamo alla chiesa e scendiamo per il bosco?»

La madre risponde: «Va bene»

Il bambino guarda la salita, guarda il padre. Dice: «Ma dobbiamo proprio?»

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Ricordi tra papaveri e vicini di casa

Ieri, salendo a piedi verso la chiesa di San Lorenzo in Collina, a pochi chilometri dalla nostra casa in campagna, ho visto un papavero. Mi ha colpito perché era completamente solo, vicino al marciapiede, in un punto dove – oltretutto – c’era più asfalto che terra.

Mi è tornata in mente la casa dove sono cresciuta. Era un appartamento al primo piano, in un condominio, con un terrazzo minuscolo che mia madre aveva letteralmente coperto di piante (non scherzo, per uscire sul terrazzo, dovevi fare la gincana tra i vasi).

Dietro casa, si apriva un campo abbandonato, pieno di erbacce, fiori di campo e papaveri, tantissimi papaveri, che a toccarli tingevano le mani e lasciavano lunghe strisciate rosso cremisi sui vestiti.

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Di bambini e di anziani alla stazione del treno

Nella piccola stazione di periferia dove prendo il treno, in estate c’è sempre qualche mamma o qualche nonna con bambino e qualche anziano con la badante.

Soprattutto in tarda mattinata e verso sera, la stazione è quasi completamente all’ombra, con l’aria che spira dalle campagne attorno; la strada è lontana e il rumore delle auto arriva ovattato, appena percepibile.

Oggettivamente, è un buon posto dove trascorrere qualche ora in attesa del pranzo, o della cena. Continua a leggere “Di bambini e di anziani alla stazione del treno”