Mi sento esaurita

Mi sento esaurita: una pila che non riesce più a dare energia. I criceti nella mia testa vanno talmente lenti che per formulare un singolo pensiero mi ci vogliono quarantacinque minuti.

Ho bisogno di riposo. Ho bisogno di partire per le vacanze e staccare la spina da TUTTO, non solo dal lavoro, ma anche dalla palestra e dalla dieta.

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Non so se stanotte riuscirò a dormire

Ore 23:36. Non so se stanotte riuscirò a dormire. Sto attraversando uno dei miei momenti di ansia non propriamente causati da qualcosa in particolare.

Mi sono messa alla scrivania e ho iniziato a scrivere tutto quello che, in questo momento, è fonte di ansia: il lavoro che ultimamente è stato fin troppo impegnativo, il mio libro che sta diventando reale e fa una gran paura, la vendita della casa di città.

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Quarantadue

Non esiste un momento giusto per morire.

Esiste un momento più accettabile. Tipo a novant’anni e oltre, dopo aver vissuto una vita piena di piccole soddisfazioni, arriva il tuo momento e non c’è più nulla che si possa fare, tranne lasciarti andare.

Non è accettabile che succeda a quarantadue anni, con figli piccoli, una vita intera ancora davanti, senza nessuna malattia, senza nessun segnale che possa lasciar presagire la fine imminente e che possa aiutare chi resta a elaborare la perdita.

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