A poche pagine dalla parola fine

A poche pagine dalla parola fine
– da quel magico punto nell’universo
che non credevo avrei mai raggiunto –
già sento che mi manca tutto di noi.

Mi mancano
le notti insonni passate davanti al PC
con il freddo che sale dai piedi

Mi mancano
le frasi che mi si rigirano in testa
e Andrea che mi guarda e dice:
«In quale punto sei?»

Mi mancano i sorrisi e le lacrime
le assenze che diventano ritorni
e i ritorni che ora mi accorgo
erano invece partenze.

Io so che non sarai l’unico
non sarai nemmeno l’ultimo
ma comunque e sempre sarai
il mio primo.

***

Poesia di Alice Spiga

Monte San Pietro, lunedì 4 aprile 2022

Foto di Jess Bailey da Pixabay

Oggi voglio festeggiare

Ho scritto ottanta pagine del mio romanzo! 🙂

Ho finito le prime due parti – già rivedute e corrette con Francesca Sanzo che è entusiasta del mio lavoro – e sono arrivata circa a metà della terza parte.

In pratica: sono sempre più vicina alla fine del mio primo romanzo e NON ci credo. NON ci posso credere. 🙂

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Non vedo l’ora che sia lunedì

Sono ormai un paio di settimane che ho preso appuntamento con Francesca Sanzo per parlare della seconda parte del mio romanzo autobiografico.

Abbiamo appuntamento lunedì 28 febbraio e io non sto più nella pelle. Non credo di aver mai atteso con tanta trepidazione che arrivasse un lunedì.

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Super orgogliosa dei miei fallimenti

Questo fine settimana ho finito di scrivere la seconda parte del mio romanzo autobiografico e l’ho inviata alla mia writing coach (che in inglese fa più figo) Francesca Sanzo.

Scrivo poesie dall’età di undici anni, racconti da quando ne avevo diciannove e inizi di “qualcosa” da… mah, non saprei, forse da sempre.

Non sono mai arrivata così… avanti.

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Meglio fuori che dentro

Durante la stesura di quello che, a quanto pare, sarà presto il mio primo romanzo autobiografico (perdonate, continuo a scriverlo perché ancora non ci credo), in un paio di occasioni Andrea mi ha trovato in lacrime.

Non qualche lacrima solitaria, ma veri e propri singhiozzi e grossi goccioloni che annegavano la tastiera del computer.

La seconda volta, mi ha guardato e ha detto: «Ma sei sicura che tutto questo ti faccia bene?»

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