Nella libreria sotterranea

Ieri notte ho sognato che avevo comprato una libreria: un vecchio negozio con gli scaffali in legno completamente vuoti, polvere e ragnatele che ricoprono tutto.

Mi aggiro nelle stanze: la prima è molto ampia e assomiglia più a un salotto. C’è un divano impolverato in un angolo, scaffali vuoti coprono le pareti e un vecchio registratore di cassa (di quelli che ormai si vedono solo nei film) sta posato su un comodino sempre in legno.

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Invasione animale notturna

La scorsa settimana ho fatto un sogno assurdo pieno di animali che trovo disgustosi, quando non spaventosi. Una vera e propria “invasione animale notturna”.

Siccome non smetto di pensarci, cercando significati che probabilmente nemmeno ci sono, mi sono decisa a scriverlo sul blog, così magari rimane qui e io finalmente me ne libero.

Nel sogno sono in cucina, seduta al tavolo, e sto scrivendo. Ad un tratto guardo in basso e mi accorgo che, vicino alle gambe del tavolo alla mia destra, c’è una lunga fila di insetti, così piccoli da faticare a distinguerli.

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3 luoghi in cui sogno di viaggiare

In linea di principio non sono una persona che smania per viaggiare

Di base sono una stanziale: mi piace la nostra casa, il nostro giardino, le nostre colline. Non sento l’ansia impellente di fare le valige e partire per un viaggio, però ho dei luoghi che sogno di visitare praticamente da sempre.

Anche se non viaggerei in tempo di COVID: mi viene la claustrofobia anche solo a immaginarmi chiusa in un aereo o in una nave, con tanta gente attorno, e tamponi più quarantene mi fanno proprio passare ogni istinto di partire.

Ad ogni modo, ecco i 3 luoghi che sogno di visitare: 

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Ho sognato la mia bisnonna

Ieri notte ho sognato la mia bisnonna materna. Nel sogno, sto per mettermi a dormire e lei viene a salutarmi, a darmi il bacio della buonanotte.

Si avvicina al letto ed è il letto singolo, quello in ottone che è appartenuto all’altra bisnonna, quella paterna, il letto dove ho dormito fino ai dieci anni, prima che nascesse mio fratello e la mia camera diventasse la nostra camera, con il letto a castello e la scrivania doppia.

Ha un vestito nero che le ho visto indossare tante volte, quello con dei piccoli fiori viola, e l’immancabile grembiule legato in vita, i capelli bianchi stretti nello chignon sulla testa. È talmente lei che stento a credere che sia morta da più di vent’anni.

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