Operazione trasloco ON

Ebbene sì, le operazioni di trasloco sono ufficialmente iniziate e infatti si vede: non ho più avuto tempo di scrivere sul blog. 😦

Da qualsiasi punto lo si guardi, il trasloco è uno stress: occupa una marea di tempo (in pratica si sta prendendo ogni secondo libero delle nostre vite) e di spazio (viste le scatole che prendono possesso della casa).

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Collezioni più o meno assurde

Non so come funzioni adesso perché non ho bambini, ma quando ero una ragazzina era normale collezionare oggetti tra i più vari.

Le collezioni più comuni erano quelle che si trovavano in edicola: i Puffi, gli Snorky, i ciucci, i Paciocchini (ve lo ricordate il profumo?) e ovviamente le figurine Panini.

L’album di figurine che ricordo con maggiore affetto, anche se non saprei spiegare il motivo, è quello della favola di Biancaneve e i sette nani.

Ricordo una pagina con l’immagine del principe chinato su Biancaneve addormentata, le labbra rosse, l’incarnato bianchissimo. Era un’opera d’arte.

Ad ogni modo, accanto a queste, c’erano anche collezioni che avevano un tocco di assurdità. Io, ad esempio, collezionavo:

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Martedì notte

Martedì notte non ho dormito. O meglio. Ho dormito poco, molto poco. Ogni tanto mi succede di non dormire la notte.

A volte ho troppi pensieri, ma in questi casi mi basta affidarmi alla Mindfulness e riesco a ritrovare il sonno.

Questa volta c’erano troppi cambiamenti, tutti insieme e tutti in una volta; mi premevano addosso e non mi lasciavano riposo e, in questi casi, ho solo una strada: riflettere finché non arrivo a una soluzione.

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Gli oggetti di valore

Non so quanti di voi sappiano che Andrea e io ci siamo ufficialmente trasferiti a vivere in collina, circondati dal verde e da più animali che esseri umani.

Quella in cui viviamo ora doveva essere, nelle intenzioni iniziali, una seconda casa. Ci viveva il papà di Andrea e gliel’ha lasciata in eredità.

Per qualche anno abbiamo fatto così: vivevamo in collina solo in primavera e in estate, tornando a vivere in città tutto il resto dell’anno. Un lusso che ci siamo resi conto non possiamo permetterci, così abbiamo dovuto fare una scelta.

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Mezz’ora più del previsto

Questa mattina il rettangolo di cielo visibile dalla finestra della nostra camera da letto era una tavolozza di colori che sfumava dal giallo al bianco all’azzurro. 

La sveglia era suonata alle sette e trenta: mi sono alzata, sono andata in bagno, ho aperto gli scuri e la finestra.

Sarei dovuta andare al piano di sotto: fare colazione, andare in palestra, passare a trovare mia nonna e a fare la spesa, ma l’aria era profumata e le coperte invitanti.

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Una buona scusa

Una buona scusa per
guardare le dodici stagioni
di The Big Bang Theory
una puntata dietro l’altra
senza fermarsi a pensare che
la tua presenza fisica ieri c’era
oggi non c’è più.

Una buona scusa per
ascoltare Niccolò Fabi
e cantare e piangere
e fregarsene perché
vicini non ne abbiamo
o almeno non sono così
vicini da potersi infastidire.

Una buona scusa per
mettere in pausa il lavoro
il romanzo e il blog
ma non la poesia
che c’era prima di tutto
e ci sarà ancora nei secoli
dei secoli amen.

Una buona scusa per
dormire più di quanto abbia
dormito negli ultimi due anni
tra cortisone e trasloco
ansia e scrittura notturna.

Una buona scusa per
chiudere tutto fuori e
restare soli, io e te.

***

Poesia di Alice Spiga
Monte San Pietro, 27 marzo 2022