Che emozione aspettarti!

Non so come descrivere QUANTO sia EMOZIONANTE stare qui, ad aspettare che la mia prima raccolta di poesie arrivi qui a casa.

Ci tengo a precisarlo: non ho una casa editrice, non l’ho neanche cercata in realtà. Negli ultimi nove mesi, ho selezionato circa quaranta poesie, me le sono impaginate (alcune rivedendole nella struttura e nella forma) e le ho fatte stampare.

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Il luogo della poesia

Questa sera pensavo alla poesia. Alla poesia che mi ha tenuto compagnia negli ultimi ventisette anni di vita. Alla poesia che è stata sfogo, riflessione, analisi, intuizione, ispirazione, amica perduta e ritrovata.

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Il miglior investimento

Mi imputi
sempre
di non essere
paziente.

Eppure
dovresti sapere
quanta pazienza
ho con me stessa
tu che accetti
e sopporti
i miei scatti
i miei pianti
i miei periodi
non-scrivo-più
il mio ordine
maniacale
i miei libri
iniziati e mai finiti
il mio dominio
quasi assoluto
in cucina
in salotto
sul divano
e sulla TV.

Sospettavi
tutto questo
dieci anni fa?

Eravamo solo
due corpi in
un parcheggio
– ma gli amici
si abbracciano? –

nel ristorante
che sarebbe diventato
uno dei nostri
– stanotte
ti ho sognato
vieni qui –

uno dei tanti
in cui tu mangiavi
e io no
e finivamo
sempre per parlare
ed erano
sempre argomenti
troppo grandi
troppo presto
– non mi sono mai
vista madre
io sì, padre sì –

che potevano
significare
la fine di tutto.

Chissà se sono
ancora
il migliore investimento
che tu potessi fare.

San Lorenzo in Collina – 24 ottobre 2020

Poesia di Alice Spiga
Foto da Pixabay

Trovarti ancora qui

Ritrovare il coraggio di
tagliare i capelli
come piacciono a me.

Di ascoltare la musica
come se non avessi vicini.

Di ballare in cucina
anche se non c’è spazio.

Di prendere peso,
finalmente,
e tornare ad essere una gloriosa
taglia quarantaquattro.

Di non dormire la notte,
e avere comunque energia.

Di scrivere.
Quando voglio
se voglio.

Di non scrivere.
Quando voglio
se voglio.

Senza sentirmi
“di più” se lo faccio.
Senza sentirmi
“di meno” se non lo faccio.

Guardarmi allo specchio
e trovarti ancora qui,
ventisette anni dopo,
a sorridere orgoglioso
per quello che siamo diventati.

Ricordi di gabbiani in formato diapositiva

Sistemando in casa, ho trovato delle vecchie foto che avevo scattato durante gite e viaggi con i miei ex compagni di classe e ho avuto la riprova che non ho minimamente ereditato il gene della fotografia, che mio padre ha invece trasmesso a mio fratello.

Mio padre ha infatti sempre avuto una grande passione per la fotografia. È passato dalla pellicola alle diapositive, dalle foto digitali allo SmartPhone e ha sempre fatto delle foto bellissime, anche se ogni tanto si fa un po’ prendere la mano…

Come ad esempio con le diapositive dei gabbiani, che sono entrate nella mitologia della nostra famiglia. 😉

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Mi manca il mio treno…

Vi sembrerà assurdo, soprattutto considerato il periodo che stiamo vivendo, ma sento la mancanza del “mio” treno, anche se forse sarebbe più corretto dire che mi mancano le persone che incontravo sul treno.

E nel dirlo mi rendo conto che potrei essere fraintesa, che magari mi immaginate seduta, contornata da amici, a chiacchierare. Niente di tutto questo. Continua a leggere “Mi manca il mio treno…”