Tipi da treno: i controllori

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Li chiamo “controllori” perché è così che, noi viaggiatori ferroviari, li definiamo. In realtà, però, il termine corretto sarebbe “capi-treno”.

Controllare i biglietti e fare contravvenzioni è infatti solo uno dei ruoli svolti dal capo-treno, che è a disposizione del macchinista, dà informazioni ai viaggiatori su biglietti e tratte, scende ad ogni fermata, controlla che tutti siano saliti e risale chiudendo le porte; solo così il treno può ripartire.

Nel corso degli anni, da pendolare ferroviaria e da osservatrice, sono arrivata a catalogare i controllori, o meglio i capi-treno, in cinque macro-famiglie, che vi racconto.

Nota bene: ve li racconto al maschile perché mi sono capitati più uomini che donne, ma vi assicuro anche le (poche) donne controllore che ho avuto modo di “studiare” possono rientrare in queste categorie. 😉

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Scrivere con un demone sulle spalle

“It’s hard to dance with a devil on your back, so shake him off.”

È dura ballare con un demone sulle spalle, quindi scrollalo via. 

Il verso di questa canzone, tanto per cambiare, mi ha fatto pensare alla scrittura e al mio rapporto con la scrittura. Ho pensato che, se fosse dipeso da me, io avrei scritto così:

It’s hard to write with a devil on your back, but take care of it.

È dura scrivere con un demone sulle spalle, ma abbi cura di lui.  

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Ricordi di archeologia ferroviaria

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La scorsa settimana, Andrea mi chiama e mi chiede: “Ma… di solito lo annunciano se un treno viene cancellato? Perché la app di Trenitalia mi dice che il treno non è partito da Vignola, ma qui in stazione non c’è alcuna indicazione di ritardo o di cancellazione”. 

Eh già. Potrei scrivere un libro con tutte le vicende e i casi strani che mi sono capitati negli ultimi dieci anni di pendolarismo ferroviario.   Continua a leggere “Ricordi di archeologia ferroviaria”

Un ricordo e una poesia

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Diversi anni fa, durante una riunione, mi incantai a guardare una mia collega (Sara) che disegnava piccole margherite sul quaderno dove stava prendendo appunti.

Mi colpì perché non disegnava tutto il fiore, ma solo le corolle, senza gli steli e pensai che, forse, avrebbe voluto essere libera, libera come quelle piccole corolle.

Nel mio quaderno per gli appunti, io scrissi una poesia, che oggi ho riveduto e corretto e che dedico a tutti coloro che, nel corso della vita, si sono ritrovati bloccati dal Giudizio (il nostro e quello degli altri). Continua a leggere “Un ricordo e una poesia”