La versione di me che non esiste più

«Molte persone del tuo passato conoscono una versione di te che non esiste più»instapoeti

Una versione di me che non esiste più

Per anni sono stata imprigionata nel ruolo dell’amica. «Sei carina, sei dolce, sto così bene con te, ma sai cosa provo: sei un’amica, solo un’amica». Già.

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Le mie manie (parte prima): le tazze

Come sono certa molti altri tra di voi avranno, ho alcune splendide manie che rendono… originale e stravagante la convivenza quotidiana tra Andrea e me.

La prima mania degna di nota riguarda le tazze. Io sono una consumatrice compulsiva di tisane e the senza teina (tenia e caffeina mi danno tachicardia, quindi li ho eliminati).

Bevo the e tisane calde tutto l’anno (estate compresa) e lungo tutto l’arco della giornata, quindi ho una collezione di tazze non indifferente perché, quando amici e famigliari non sanno cosa regalarmi, mi regalano una tazza e mi fanno contenta.

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Un libro per chi ama i libri

«Chi può sapere per quali mani siano passati i volumi che ho in negozio? Mani di ogni genere, senza dubbio: dai sacerdoti agli assassini. Per alcuni la storia che si nasconde dietro un libro usato è un mistero che emoziona e accende l’immaginazione.»

Il libro da cui ho tratto questa citazione è Una vita da libraio, di Shaun Bythell. Un libro dedicato ai libri, ambientato in uno dei luoghi per me più magici al mondo: una libreria dell’usato.

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Quattro luoghi in cui ritrovo la creatività

Chi scrive – per passione o per lavoro – sa che può succedere di ritrovarsi davanti a una pagina bianca senza la minima idea di che cosa scrivere. In una parola: bloccati.

Siccome non mi piace restare senza parole e mi sento me stessa solo quando scrivo, nel corso del tempo ho individuato modi e strategie per evitare di restare bloccata.

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Non so vivere la noia. E voi?

Quest’ultima settimana sono stata in ferie dal lavoro ed è stata la prima settimana, da un anno a questa parte, che ho proprio staccato dal lavoro.

Nessun pensiero, nessuna telefonata, nessuna email (cioè, la posta elettronica del lavoro l’ho controllata, nel caso ci fosse qualcosa di urgente, ma non ho interagito in alcun modo).

Devo ammettere che ne avevo bisogno. Nell’ultimo anno, il lavoro è stata una presenza praticamente costante e, in parte, è stato un ottimo rifugio da problemi che, per un po’ di tempo, mi sono sembrati troppo grandi per poterli superare.

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Ho sognato la mia bisnonna

Ieri notte ho sognato la mia bisnonna materna. Nel sogno, sto per mettermi a dormire e lei viene a salutarmi, a darmi il bacio della buonanotte.

Si avvicina al letto ed è il letto singolo, quello in ottone che è appartenuto all’altra bisnonna, quella paterna, il letto dove ho dormito fino ai dieci anni, prima che nascesse mio fratello e la mia camera diventasse la nostra camera, con il letto a castello e la scrivania doppia.

Ha un vestito nero che le ho visto indossare tante volte, quello con dei piccoli fiori viola, e l’immancabile grembiule legato in vita, i capelli bianchi stretti nello chignon sulla testa. È talmente lei che stento a credere che sia morta da più di vent’anni.

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