Incontri bislacchi

Settimana scorsa, durante una delle mie solite passeggiate, esco di casa, percorro la stradina sterrata che ci separa dalla civiltà, arrivo alla strada asfaltata e una macchina mi passa accanto.

Procede piano e mi accorgo che ha il baule aperto e dentro il baule c’è un cane. Guardo due volte pensando che gli occhi mi stiano giocando uno strano scherzo, ma è proprio vero.

L’auto procede, ha il baule spalancato e dentro c’è un cane maculato in bianco e nero, sdraiato. Alza la testa, mi guarda, sembra dire: «Salvami da questi padroni scriteriati che mi portano in giro in macchina con il baule aperto».

Procedo oltre. La strada inizia a scendere, scende talmente tanto che ogni volta rischio di prendere la ruzzola. Arrivo al ristorante e c’è un camion enorme parcheggiato contro il senso di marcia.

Scende un uomo grande e grosso quanto il suo camion, con la canotta grigia che forse un giorno era bianca. Si asciuga le mani nella stoffa logora dei jeans, estrae un pettine dalla tasca posteriore e si pettina i capelli all’indietro con la stessa mossa da seduttore di Fonzie.

Procedo oltre, passo davanti alla casa da contadino con le galline sempre in mezzo alla strada e i porcellini d’India in calore, attraverso le case del paese e vedo del fumo.

Un fumo denso, grigio scuro. Mi avvicino con circospezione, già pronta ad estrarre il cellulare e chiamare i pompieri.

Allungo il collo ed è lei: la Strega di San Lorenzo. È nel retro della sua casa, ha acceso i soliti fuochi sotto le marmitte di metallo e sta rimestando non si sa bene che cosa.

Procedo oltre, salgo fino alla chiesa, il fiato corto perché quella salita tira ed è tutta al sole. Arrivo in cima, mi fermo pochi attimi a guardare la chiesa, le colline circostanti, le case dall’alto e un vecchietto emerge dal bosco.

Magrissimo, cappellino in testa, occhiali da sole, torso nudo, pantaloni molto corti, calzettoni di spugna fin sotto il ginocchio, scarpe da trekking.

Mi guarda. Dice: «Signorina! Buongiorno! Giornata perfetta per camminare! Fresca, con il sole, senza umidità! Si diverta! Signorina! Si diverta!».

Neanche il tempo di dirgli: «Grazie, anche a lei» ed è già scomparso.

A volte faccio veramente degli incontri bislacchi. 😉

Foto in apertura di Andrew Martin da Pixabay

11 pensieri riguardo “Incontri bislacchi

    1. L’associazione per cui lavoro ha una sede abbastanza vicina al centro di Bologna (è dalle parti dell’Ospedale Maggiore). Lo scorso fine settimana ci hanno rubato la cassetta della posta (l’hanno smurata dalla facciata del palazzo!). I vicini dicono che è il “matto” del quartiere, che ha già fatto cose simili in passato. Quindi, e purtroppo, conosco anche il genere di gente bislacca che circola in città… e, almeno per ora, preferisco gli “strani” delle colline. 😉

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  1. Adoravo Fonzie e Happy Days in generale. Anche le ultime stagioni, quelle che secondo molti fan sono i peggiori della serie, sono comunque di buona (quando non ottima) qualità. E poi diciamocelo, Fonzie ha un tale carisma che non importa se tutto il resto è scialbo, basta metterlo sulla scena e hai già creato uno spettacolo.

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    1. Happy Days ha il sapore dei pomeriggi dopo la scuola, quando avevi finito i compiti e finalmente avevi il permesso di accendere la TV (come i Simpson o La signora in giallo). Il mio preferito, però, è Ralph Malph, l’amico imbranato che tutti avremmo voluto avere nella nostra compagnia. Ogni volta che ridanno le puntate in TV, non so resistere: è come una calamita. 😉
      PS: amico mio, non per metterti fretta, ma son qui che aspetto il tuo post di agosto… 🙂

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