Cartoline ricordo dalla nostra casa al lago

Anche quest’anno sono riuscita a trascorrere qualche giorno di vacanza nella casa al lago della mia famiglia e tengo a condividere con voi alcune immagini che mi sono rimaste impresse, come fossero tante cartoline ricordo.

  • I miei genitori seduti l’uno accanto all’altro, leggermente piegati ognuno sul proprio SmartPhone, a darsi man forte in una discussione che, partita in un gruppo WhatsApp, ha chiamato in causa foto e commenti su Facebook ed è continuata sotto il nostro portico, con mia nonna e il mio prozio che hanno un’idea abbastanza nebulosa di che cosa siano WhatsApp e Facebook.
  • Il sorriso sul volto di mio nonno, giù al Lago, mentre si vanta dei suoi ami da pesca e delle sue esche con una coppia di “furestieri” che, chissà per quale motivo, erano molto interessati all’argomento.
  • Mia nonna che rievoca la sua infanzia da contadina, l’adolescenza da mondina prima e da sfoglina poi, indurendo i contorni del volto quando parla della guerra, dei tedeschi e dei fascisti: “La guerra io l’ho vissuta e me la ricordo bene”.
  • I miei prozii seduti sulla stessa panchina, davanti a casa, mentre lei racconta come si sono conosciuti, cinquantatré anni fa, in una serata d’estate al Luna Park, e lui – rosso per l’imbarazzo – che ciclicamente la interrompe ripetendo: “Ma cosa vai a raccontare!”.
  • La presenza della mia bisnonna, morta da ormai 20 anni eppure ancora lì, seduta sulla “scranna” accanto alla stufa, le mani intente a creare pizzi, centrini, presine e coperte all’uncinetto con una maestria che ipnotizzava.
  • La cucina, tanto cambiata eppure sempre la stessa: l’antica “fogolarina” (una grossa pietra piatta posata alla base del caminetto) accanto al nuovo televisore; la vecchia stufa a legna accanto alla nuova lavastoviglie; il caminetto originario, ormai chiuso, di fronte al moderno frigorifero.
  • E infine la luce, quella del mattino – che faceva sfavillare ogni goccia di rugiada imprigionata sulle foglie, sull’erba e sulle ragnatele – e quella della sera che imbruniva le nubi facevano da fondale agli alberi, stagliati contro il cielo come fossero dipinti.

La foto di apertura è stata scattata dalla mia prozia Claudia al Lago di Suviana

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