Ricordi ed emozioni appesi all’albero di Natale

Sabato 6 dicembre, come da tradizione, sono andata a casa di mia madre per addobbare l’albero di Natale.

Ogni anno mio fratello sistema le luci, brontolando e borbottando tutte le volte perché non gli piace farlo e non ne ha voglia e “se non vi va bene, fatevelo voi”!

Intanto, io e mia madre inforniamo biscotti, ovviamente a forma di albero, di Babbo Natale, di stella, di cuore, e in men che non si dica tutta la casa profuma di pasta frolla.

Quest’anno abbiamo avuto anche una news entry: mia nonna, materna, che è venuta ad aiutarci. Beh, in realtà è venuta per stare con noi e vedere me, perché da quando vivo in centro città ci vediamo molto meno di prima.

La cosa più bella è stata ritrovarci tutti attorno all’albero spoglio, a passarci le decorazioni da appendere.

Sono tutte decorazioni che vengono da “lontano”, in parte le ho comprate io, con mio padre, quando da bambina mi accompagnava alle bancarelle di Santa Lucia.

Ricordo il freddo, le luci, il profumo dello zucchero filato, ricordo che mi teneva stretta la mano perché aveva timore mi smarrissi tra la folla.

E ogni volta tornavo a casa con un oggettino da appendere all’albero e, vi giuro, era sempre brutto, ma brutto che non ci si poteva credere. Eppure, eppure sono ancora tutti lì, pronti per essere appesi.

Un esempio degli orrori che compravo da bambina…
chissà come mai mia mamma è stata così felice di darmeli a casa?! 😉

Altre decorazioni riflettono invece le passioni di mio fratello. Quando era solo un bambino ha passato la fase in cui amava alla follia i cavalli, e non gli si poteva comprare altro. E infatti il nostro albero di famiglia è pieno di cavallini di ogni genere, che fanno (non sempre) bella mostra tra i rami.

Poi ci sono le gabbiette e gli uccellini, che appartenevano a mio nonno, quello che non c’è più. Non hanno nulla di natalizio, e di certo non li si può definire belli, però non hanno mai saltato un Natale, e mai succederà.

Infine, ci sono gli angeli. Gli angeli che piacciano a mia mamma, alcuni li ha comprati lei, altri glieli hanno regalati nel corso del tempo e lei è affezionata a ognuno di loro.

L’unico che non partecipa è mio papà. Mio papà che, una volta, era costretto a montare le luci, perché mia mamma gli diceva “dai, noi non siamo capaci”, poi ha passato il testimone a mio fratello e ora s’inventa sempre una scusa per non esserci.

Eppure, quando ci ritroviamo tutti, la vigilia e il giorno di Natale, è lui a insistere per tenere sempre l’albero accesso, perché anche lui sa quanto sia importante per noi e di quanti ricordi ed emozioni esso sia carico.

2 pensieri riguardo “Ricordi ed emozioni appesi all’albero di Natale

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