Siete depressi a inizio settimana? Non è colpa del lunedì!

Fatemi felice, cercate nelle immagini di google la parola “lunedì”. Semplicemente questo: lunedì. Il risultato che si ottiene è, perdonate la franchezza, sconfortante

Pagine e pagine di foto simili a questa.

Ora, da quando ho iniziato a lavorare, ho passato gran parte dei miei lunedì mattina a sentirmi una schifezza; in pratica vivevo tutta la settimana nell’angosciosa attesa che arrivasse finalmente il venerdì

Il venerdì era il Giorno Favoloso, uscivo alle 18 dall’ufficio con un sorriso ebete stampato in faccia e un senso di leggerezza che quasi volavo, come se il lavoro fosse la prigione e il week end l’ora d’aria dei carcerati.

Poi arrivava la domenica e iniziava la Crisi Profonda e Irreversibile. Pensate che, nelle sere d’inverno, mi preparavo la minestrina in brodo, pietanza consolatoria per eccellenza (non per dire, ma la si dà ai malati per farli sentire meglio…)

Il week end spariva in un soffio ed eccolo tornare di nuovo: il lunedì, il Giorno Tragedia, con la sveglia che suonava implacabile e il letto, caldo e invitante, che non sapeva fare altro che sussurrarmi: “Ignorala, chiama per dire che stai male e resta qui con meeeee”.

Per anni mi sono scarevantata giù dal letto e fuori di casa con un muso lungo da far paura, esprimendomi a grugniti e gesti e prendendomela con chiunque mi capitasse davanti.

A un certo punto sono arrivata anche a credere di aver sempre odiato il lunedì mattina e invece, invece non era vero niente.

L’ho ricordato cambiando lavoro. Mi sono ricordata che, fino a tutta l’Università, che fosse lunedì o giovedì o sabato, non è che sentissi poi tutta questa differenza.

E sapete di chi era la “colpa”? Del lavoro a tempo pieno.

Seguitemi per un momento.

La scuola, fino a tutto il Liceo, occupa prevalentemente la mattina. Il pomeriggio ci sono i compiti, certo, ma se uno è in grado di organizzarsi, del tempo libero resta anche durante la settimana.

L’Università è libertà quasi totale: scegli le lezioni da seguire, studi quando vuoi, anche di notte se, per il tuo bioritmo naturale, è quello il momento in cui dai il meglio di te, e vai avanti, un esame alla volta.

Poi arriva il lavoro e può essere anche il lavoro della tua vita, quello per cui hai studiato e ti sei impegnato e hai sempre sognato di fare, ma il lavoro d’ufficio, perdonatemi, è logorante.

Esci la mattina che il sole ancora non si vede, torni la sera distrutto dalla stanchezza e, se sei fortunato e abiti vicino all’ufficio, ti restano forse due ore da dedicare alla famiglia.

Quello che ricordo del mio lavoro, per quanto io l’abbia amato, è il buio: il buio la mattina quando uscivo di casa e il buio la sera quando rientravo.

Per tutta la durata del mio primo lavoro mi sono sentita un animale in gabbia: guardavo oltre il vetro della finestra quel sole che resteva in cielo solo nelle ore in cui io non potevo uscire e provavo un profondo senso di claustrofobia che, a un certo punto, è arrivato a contagiare tutto.

Per questo motivo arrivavo al venerdì felice come non mai e il lunedì ero di nuovo depressa: il venerdì rappresentava la libertà, il lunedì era il ritorno nella gabbia.

Ora che inizio a lavorare alle 12.00, la mattina mi alzo e sono libera, capite?

Libera di uscire di casa e andare a fare un giro al parco, libera di scrivere sul mio blog, di leggere sdraiaita sul divano con le gambe all’aria, di pulire la casa, di stirare, di andare a fare la spesa, ecc. ecc. ecc.

Capite? Non devo per forza e sempre rimandare tutto al week end.

Così, quando arriva il sabato mattina è solo una delle tante mattine, con il piccolo dettaglio che alle 11:30 non devo interrompere quello che sto facendo per uscire di casa e andare al lavoro.

Questo per dirvi che, certo, ora guadagno meno di prima, però sto cominciando seriamente a chiedermi se sarò mai in grado di tornare ad essere una dipendente fulltime… forse, un domani, delle due mi converebbe aprire la Partita IVA, almeno non dovrei più rinunciare alla mia libertà…

E voi? 

Conscia del fatto che non tutti la penseranno come me… lascio a voi la parola. 😀

E in tema di lavoro…

Ho scritto una marea di post che, se vi interessa l’argomento, potete leggere… li trovati tutti raccolti sotto l’etichetta LAVORO

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