Avevo promesso a me stessa

Avevo promesso a me stessa, in momenti diversi della vita non collegati tra di loro, che non sarebbe più successo: non avrei permesso al lavoro di prendersi più spazio del dovuto e di condizionarmi al punto da portare a casa i problemi e scaricarli – con cattiveria – su Andrea.

Avevo promesso che sarebbe rimasta una linea di confine tra la mia vita privata (Andrea, la famiglia, gli amici, la palestra, le passeggiate, la scrittura) e il lavoro, relegato in un determinato orario.

Nelle ultime settimane ho contravvenuto alla mia regola. Ho lasciato che i problemi di lavoro imperversassero senza controllo, lasciandomi pochissimo spazio e condizionando il mio rapporto con Andrea.

Ora basta.

È ora di ripristinare alcune sane abitudini:

  • non leggere le email del lavoro la sera prima di dormire o la mattina a colazione
  • non rispondere al telefono fuori dall’orario di lavoro (a meno di emergenze conclamate)
  • tornare ad andare in palestra tre volte alla settimana e camminare ogni volta che posso
  • riprendere la meditazione Mindfulness (che mi aiuta tanto a interrompere il rimuginio incessante della testa)
  • dedicare tempo e amore alla famiglia

Forse dovevo iniziare dall’ultimo punto, ma ci siamo capiti. 🙂

E voi?

Come state? Mi faccio sentire meno, ma ci sono eh. È solo un periodo moltOOOO impegnato, tra lavoro che deborda, ristrutturazione in casa e trasloco da fare entro agosto…. AiutOOOO!

Foto di Enrique Meseguer da Pixabay

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12 pensieri riguardo “Avevo promesso a me stessa

  1. Io fuori dall’ufficio al 99% non penso più al lavoro, anche se (raramente) mi capita di avere qualche strascico e mi tocca pensarci un po’. Diciamo che accade in concomitanza con “grandi eventi” lavorativi, non nelle normalità.

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    1. Io tendo a diventare dipendente dal lavoro. Mi lascio assorbire, tipo carta Scottex. Per fortuna ogni tanto mi rendo conto che sto scivolando nel workaholicismo e mi fermo. Vedo proprio il simbolo dello STOP davanti agli occhi e ricomincio a vivere in maniera più umana…

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  2. Pensa che a me hanno proposto: o tieni il tuo telefono e per le chiamate di lavoro facciamo con Applepay o ti diamo un telefono di lavoro. Io ho scelto opzione seconda, così fuori orario lo spengo e stop. Non è sempre facile mettere le boundaries e rispettarle, ma è sano, molto sano.

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    1. Sì, anch’io adesso ho un numero di lavoro e uno personale. Ma è una cosa recente, quindi tantissimi hanno e usano il mio numero privato (e non stanno capiti che lavoro part-time). Mica facile…
      PS: quando ci video-vediamo di nuovo? Io settimana prossima sono abbastanza libera… ☺️

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  3. Quello che io trovo utile, se devi lavorare da casa e hai L opportunità di uno spazio solo per il lavoro, ecco sfruttalo . Come se fosse un ufficio in cui entri solo a una certa ora e da cui ha una certa ora esci. Tutto da computer e niente email o calendari sul telefono che ti puoi portare in giro.

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      1. Ah il t9 in italiano dal telefono 😂 HA una certa ora? L opportunità? Aiuto ah ah ah ok che vengo da una settimana infernale pur io dal lavoro e sono cotta ma avrei potuto ribellarmi e notare ah ah ah. Vabbè l’importante è che ci siamo capite 😉 in bocca al lupo.

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