Il bravo ragazzo di cui nessuno avrebbe sospettato

Qualche anno fa, durante una delle innumerevoli fiere che frequento per lavoro, entrai in contatto con un ragazzo di un’azienda che proponeva alcuni nuovi prodotti per il nostro settore.

Era un ragazzo assolutamente normale, avrà avuto forse uno o due anni più di me, mediamente carino (niente di eccezionale, ma nemmeno un cesso inguardabile), il classico ragazzo che i vicini definirebbero “normale”, quello che nei telegiornali finisce sempre per essere “il bravo ragazzo di cui nessuno avrebbe mai sospettato”.

Fatto sta che, qualche giorno dopo, ritornata in ufficio, gli mando una email per ottenere foto e testi da pubblicare sui loro nuovi prodotti. La risposta arriva all’istante, quasi fosse stato davanti al PC ad aspettare.

Risponde in modo educato, dicendo che avrebbe mandato tutto nel minor tempo possibile e io penso “finalmente una persona efficiente”, poi aggiunge: “Scusa se mi permetto, ma posso farti una domanda personale?”

Rispondo: “Va bene, dimmi”
E lui: “Te l’ha mai detto nessuno che hai veramente delle tette grossissime?”

Ora, dopo l’iniziale senso di spaesamento per la domanda, dopo lo schifo per quello che si era permesso di scrivermi, l’unica cosa che è mi è rimasta dentro è la rabbia.

Una rabbia che avrei potuto incendiare il computer con lo sguardo. La stessa rabbia che mi sale in petto quando penso che, essendo donna, non posso sentirmi tranquilla a tornare a casa da sola la sera.

La stessa che provo quando vedo le campagne contro la violenza alle donne, perché penso che se fossimo un paese civile, non ci sarebbe bisogno di alcuna campagna contro la violenza alle donne.

La stessa rabbia che sento ogni volta che mi ritrovo ad ascoltare aneddoti simili (quando non peggiori) capitati a mie amiche, a mie colleghe e mi chiedo: “quando gli uomini hanno inziato a sentirsi in diritto di poter maltrattare, umiliare, picchiare le donne, trattandole come se fossero corpi?”

Quando è successo? Perché è successo? Perché ancora, nel 2013, abbiamo bisogno di campagne contro la violenza alle donne?

Perché non sta cambiando niente?

Nell’immagine: alcuni scatti della capagna “noino.org”, già pubblicata su Stopalfemminicidio.it

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