E ora? Che cosa scrivo?

Quante volte vi siete posti questa domanda? A me succede ed è successo un sacco di volte.

Inizio una storia, una storia che magari mi piace anche parecchio, e scrivo pagine su pagine, quasi senza interruzione. E poi, a un certo punto, mi blocco e non so come andare avanti

Mi sta succedendo anche adesso. Ho scritto 22 pagine di una storia che potrebbe diventare un romanzo. L’idea alla base è buona, divertente da scrivere, con tante possibilità di sviluppo, sono anche riuscita a delineare uno o due personaggi interessanti. E ora?

Ora sono ferma. Non so bene come andare avanti. So già come andrà a finire la storia (non ho dubbi in proposito), ma non so bene come andare dal punto in cui sono arrivata al finale che ho già immaginato.

I miei personaggi sono tutti lì, fermi anche loro, seduti attorno a un tavolo, in un piccolo giardino dove il sole arriva di rado: le sedie IKEA avranno ormai mostrato tutta la loro scomodità, i tavoli scompagnati (uno ha una gamba più lunga dell’altra e traballa un po’, ma non da particolare fastidio) mettono in mostra i piatti ormai vuoti, e la conversazione langue, impigrita dalla digestione.

Andrea mi dice: “È inutile che ti accanisci. Vedrai che ti verrà in mente qualcosa. Devi avere pazienza“.

Già. La pazienza. L’antica arte del portare pazienza, del saper attendere, del riflettere prima di agire, del contare fino a dieci prima di parlare… tutte capacità che alleno da una vita e che ancora non mi appartengono.

Nella scrittura, come in tante altre cose della vita, non sono mai riuscita a portare pazienza, e sapete perché? Perché non rispetto il tempo della mia creatività

Appena il flusso della scrittura si ferma e non so bene come andare avanti, inizio subito a pensare che non serve a niente, che è una perdita di tempo, che scrivere tanto non mi sta portando da nessuna parte, che alla mia età avrei già dovuto aver pubblicato questo e quello e quell’altro… e finisco per abbandonare la storia a se stessa.

Il risultato? Una marea di inizi (forse alcuni anche promettenti) e qualche finale, anche loro fermi, in attesa che i personaggi arrivino a destinazione.

Quindi no, non ho una risposta alla domanda iniziale. Allo stesso tempo, però, penso che questa volta aspetterò. Non mi butterò subito dietro a una nuova storia.

Rispetterò la pausa che i miei personaggi si sono presi e andrò avanti nel presente, evitando di attaccare etichette e giudizi a quello che sto facendo e non facendo…

Nell’attesa, continuerò a seguire il corso di scrittura creativa e scriverò sul mio blog. Dopotutto, l’ho sempre sostenuto, no? Il blog può essere di grande aiuto a chi vuole diventare uno scrittore. 🙂

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