T come Tag – di Alice Spiga

Accolgo con gioia l’invito di Centoquarantadue a partecipare al gioco “T come TAG” lanciato dal blog Il mondo di Shioren.

Il gioco prevede di utilizzare le lettere dell’alfabeto per creare libere associazioni: idee, ricordi, canzoni, sogni, libri, fumetti e qualsiasi altra cosa vi venga in mente.

Le regole da seguire sono poche e semplici e le trovate nell’articolo T come Tag di Shio76 (io ho usato l’alfabeto italiano, lei quello anglosassone, ma penso vada bene comunque).

Quindi? Cominciamo!

A come Alice. L’Alice che ero e l’Alice che sarò. L’Alice che mi porto appresso ogni singolo giorno e che mi sono costruita con tanta fatica, raccogliendo pezzo dopo pezzo e trovando una specie di magico incastro.

B come BU. Il mio BU, che ho avuto la fortuna di incontrare lungo la strada e che condivide il letto, il divano, il giardino, la casa e la vita con me.

C come Cancro. L’esperienza insieme più brutta e più formativa di tutta la mia vita. Mi auguro di cuore che sia stato il mio primo e unico cancro. Mi è bastato e avanzato.

D come Due terzi. Con Andrea scherziamo sempre sul fatto che lui è grosso, io sono magra, quindi non siamo la metà l’uno dell’altra, ma io sono un terzo e lui due terzi. Anche se adesso che sto andando in palestra, sto guadagnando terreno. 😉

E come Enciclopedia. Ne abbiamo trovate diverse in casa facendo trasloco. L’enciclopedia della musica e dei musicisti, quella medica che era del padre di Andrea, quella sulla natura. Le abbiamo tenute, anche se non penso le consulteremo mai, ma non le vuole nessuno e buttarle è un sacrilegio.

F come Fidanzata. Che bella la prima volta in cui il ragazzo di cui sei innamorata ti presenta ai suoi amici come “La mia fidanzata”. Il polso accelera, le guance diventano calde, le mani gelano e sudano insieme. Entri a far parte di un club esclusivo, quello delle “fidanzate di qualcuno”.

G come Genova. Di tutte le gite scolastiche che abbiamo fatto alle scuole superiori, conservo un ricordo orribile solo della gita a Genova. Abbiamo visto l’acquario (e i pesci nelle teche mi misero una gran tristezza), siamo usciti che era buio, pioveva e per la strada era pieno di gente accasciata che dormiva sotto i portici. Il giorno dopo tutti i miei compagni sono andati in visita alle cinque terre, ma io ero malata e sono rimasta confinata in albergo da sola. Vi lascio immaginare la desolazione!

H come Harry Potter. Amo i libri del maghetto! Li ho letti e riletti una quantità di volte imbarazzante per una donna di quasi quarant’anni. Non ci posso fare nulla, ogni volta che devo affrontare un periodo difficile, il castello di Harry Potter è il mio rifugio personale.

I come Imbarazzante. Mi sono resa conto di usare molto spesso questo termine per definire le mie abitudini. Sono imbarazzante a leggere HP a 40 anni, imbarazzante perché mi porto appresso manie assurde, imbarazzante perché riguardo vecchie serie che so a memoria invece di cercarne di nuove… E allora mi sono chiesta: «Imbarazzante per chi??».

L come Libro. Il mio primo libro. L’emozione e insieme la paura di sapere che verrà pubblicato e se ne andrà per la sua strada e non potrò proteggerlo da tutto e da tutti. Il mio primogenito letterario. Cuore di mamma.

M come Mamma. La mia mamma e la sua mamma, ma anche la mamma che non sarò mai. La mamma che sono: quella che genera parole e che non saprebbe come vivere senza e fa fatica a lasciarle andare.

N come Nessuno mi può giudicare. Verità assoluta che vorrei imprimermi a fuoco sulla pelle e che vorrei tanto imparare una volta per tutte. Vorrei accettare serenamente il giudizio altrui e soprattutto quello del mio personale Giudice Interiore!

O come Orchidee. Amo i fiori, amo le piante, tra casa e giardino ne abbiamo un bel po’. Le orchidee mi piacciono tantissimo, eppure non riesco a tenerle in vita! Sono bellissime appena comprate, poi perdono i fiori, perdono le foglie e muoiono. Mia madre riesce a farle rifiorire e le conserva per ANNI! È ingiusto!

P come Passione. Sì, ormai l’avete capito. La mia passione numero uno è la scrittura. Scrittura in ogni sua forma. Mi esalto anche quando scrivo il biglietto della spesa. 🤣🤣

Q come Quaranta. Ebbene sì, il 12 novembre 2022 compirò i fatidici 40 anni. Come mi sento? Grata di esserci arrivata viva e soprattutto in salute. Due anni fa, quando mi hanno diagnosticato il cancro, non era così scontato.

R come Ricordi. Fanno soffrire quando riguardano qualcuno che non fa più parte della nostra vita (perché è morto o perché ci ha lasciato e non ci vuole più accanto), però sono parte integrante di quello che siamo e cancellarli significherebbe lasciare dei vuoti dentro di noi, impossibili da riempire.

S come Saltarella. Quando ero bambina, mio nonno paterno girò tutti i negozi di Bologna per trovare una bambola che si chiamava Saltarella. Nella pubblicità faceva dei salti fenomenali, roba da verso l’infinito e oltre. Nella realtà fece un saltello minuscolo e cadde per terra, lasciandomi sull’orlo delle lacrime. Ci rimasi malissimo e mio nonno anche di più.

T come Tatuaggio. Sono almeno dieci anni che penso di farmi un preciso tatuaggio. Ho in mente persino il disegno, però rimando sempre. Non saprei spiegare il motivo, ma è come se ancora non fosse arrivato il momento giusto.

U come Una mamma per amica. È la mia serie TV preferita in assoluto e la riguardo a intervalli regolari. Credo di averla vista tutta, dalla prima all’ultima stagione, almeno una decina di volte (sì, lo so, anche questo è imbarazzante).

V come Verza. Amo alla follia gli involtini di verza. È anche quasi stagione e io non vedo l’ora! Sono due anni che non li mangio perché, dopo la chemio, anche solo l’odore della verza mi dava la nausea.

Z come Zitta. Alle superiori, la mia professoressa di filosofia e storia, mi disse: «Alice, ce la fai ogni tanto a stare zitta?». La mia risposta, oggi come allora, sarebbe: «No». Le parole mi hanno sempre tenuto compagnia, farmi stare zitta è sempre stata un’impresa. 😉

E ora? Tocca a voi!

Portato a termine il mio personale alfabeto, invito a partecipare al gioco Kikkakonekka che adora compilare liste, Mapiova che cerca sempre nuovi modi per sperimentare la scrittura, Bilbo Baggiano’s Blog perché sicuro darà un tocco di ironia e la mia amica irlandese di Fondi di caffè che ha la mia stessa passione per la scrittura.

Potete metterci tutto il tempo che vi serve e ovviamente siete liberi di non accettare: nessun anatema si scaglierà su di voi se interrompete la catena. 😉 Lo trovo solo un modo carino per giocare tra noi e conoscerci meglio. 🙂

Il gioco è aperto a tutti, anche a chi non viene taggato: le regole sono nell’articolo T come Tag. La cosa più importante è citare e mettere il link al blog Il mondo di Shioren, visto che ha inventato questo tag.

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37 pensieri riguardo “T come Tag – di Alice Spiga

  1. Grazie per aver giocato con me e lascia che ti dica che ho rivisto per la millesima tutti i film di Harry Potter l’estate scorsa e ho 46 anni, per cui al massimo siamo imbarazzanti in due! 😉❤️
    Buona giornata. ❤️

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    1. Rivisti i film un numero incalcolabile di volte e riletti tutti i libri un numero che si avvicina all’imbarazzo più totale! La passione è passione… non si possono mettere limiti. 🙂
      PS: gioco carinissimo, grazie per averlo ideato. Mi sono divertita tanto. 🙂

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  2. Mi hai fatto venire in mente tante cose, cara Alice, come il famoso giudice interiore, anche tu con un Super io feroce? Ma che ti importa? Giustamente se non è imbarazzante per te, non lo è per nessuno. Mi è piaciuto tanto i due terzi. Una mia amica aveva un uomo un po’ grosso e, anziché presentarlo come la sua metà, lo nominava il suo doppio. Le orchidee, se ti può consolare, non sono piante facili da trattare. Piacciono molto anche a me, ma non mi cimento più. Ho scoperto di non avere poi un pollice così nero. Ti auguro le cose più belle, mi hai fatto ridere tantissimo con il fatto che ti esalti anche a scrivere la lista della spesa. Io regolarmente la lascio a casa 🏡 e quando la porto, difficilmente la consulto e, come te, non riesco a stare zitta 😯 e nemmeno a smettere di ridere. Sabato sul treno 🚆 mi veniva da ridere ed avevo una signora accanto. Fortunatamente, sono riuscita a contenermi.
    Un abbraccio ♥️
    Buona giornata Alice, sii sempre felice 😃

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    1. Alcune piante non le capisco. Tipo le piane grasse. Tutti mi dicono che sono facilissime da tenere e da far screscere, con me non c’è verso: muoiono tutte! In compenso, ho un grande feeling con le rose, che per tanti sono delicate e “difficili”. Mah…
      La lista della spesa, rigorosamente su carta, è la mia bibbia personale! Non so fare la spesa senza… 😉
      Grazie dell’augurio di cose belle, che ricambio con tutto il cuore.
      PS: il fidanzato presentato come il suo doppio è BELLISSIMO! 😂😂

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      1. Io riesco a trattare piante grasse, un bonsai ginseng ed una pianta del caffè ☕️ a ciascuno i suoi talenti, non c’è da rammaricarsi. Adoro la carta ed i libri 📚 cartacei, la lista della spesa, la tua bibbia personale.
        Sei un mito, davvero, cara Alice, grazie. Sono contenta che riusciamo sempre a ridere 😂😂😂

        P. S. Ero curiosa ed ho scoperto grazie a te una blogger che mi piace molto, la tua amica irlandese, spero non ti dispiaccia.
        Sono davvero contenta dei nostri scambi, hai ragione tu, ci siamo annusate a vicenda! ♥️

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      2. Tutti i bonsai che ho avuto sono miseramente morti! Non si è salvato nessuno! 😉 Per la mia amica irlandese, sono contenta che tu l’abbia scoperta. Anche con lei c’è da farsi grosse risate. 🙂 Pensa che ci siamo conosciute su wordpress ed è stato grazie a lei se ho trovato la casa editrice per il mio libro… un incontro del destino. 🙂

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      3. Un caso di serendipità direi. Ad ogni modo, sono convinta che nulla avvenga per caso, le persone entrano sempre nella nostra vita per uno o più motivi. Speriamo di riuscire a rimanere sempre unite! Allora se da tanti anni ormai il mio Gin, l’ho chiamato così, è con me non sono proprio una schiappa con le piante, c’è ancora speranza per me! 😉 C’è sempre speranza e la speranza è sempre una buona motivazione! 🙂🙂🙂

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      4. Quando mi sono ammalata di cancro, due anni fa, ho vissuto una serie incredibile di incontri che avevano dell’incredibile! Li ho messi tutti nel mio libro proprio perché sono convinta, come te, che le persone entrino SEMPRE nella nostra vita per un motivo e spesso quando abbiamo più bisogno della loro presenza. Per quanto mi riguarda, sono sempre più contenta di averti incontrato. Anche se, per ora, solo online. 🙂
        PS: curare i bonsai è un’arte. Non è una cosa da tutti…

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      5. Mi dispiace tantissimo per quello che ti è capitato, non riesco nemmeno ad immaginare….anche se ho passato pure io dei momenti che non auguro a nessuno. Tempo fa mi dissero che avevo un tumore al polmone inoperabile….ho rischiato di morire due volte, perciò mi sento una miracolata. Anche io sono davvero contenta di averti incontrata, non immagini quanto! 🙂
        PS: non so come ma abbiamo legato, gli parlo, quando fa tanto caldo, oltre a dargli l’acqua gli spruzzo delle gocce con un erogatore per piante per rinfrescarlo, gli tolgo le foglie gialle. Gli abbiamo fatto pettinare le radici ad un vivaio e gli ha cambiato il vaso. Lo saluto 👋 gli dico paroline dolci, si vede che si sente amato ed io sono contenta. Mi piace che le persone siano felici.
        Grazie, hai sempre parole buone per me.
        Mi raccomando riguardatevi!

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      6. Da miracolata a miracolata. ♥️♥️ Anche se, nel mio caso, ho avuto la fortuna di beccarlo in tempo e quindi ora il mio cancro non c’è più. Le difficoltà ci hanno reso più forti e più tenaci. Non è una magra consolazione, ma un dato di fatto. Ogni giorno è un dono. Anche i giorni di…merda. 😉

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      7. Meno male che tu lo abbia preso in tempo ♥️♥️ sono sempre stata una combattente e di sicuro anche tu! Ogni giorno è un dono, forse quelli di merda servono a farci apprezzare ancora di più quelli belli, sai noi umani siamo strani! 😉😁😁😁

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      8. Sì, decisamente siamo strani: ci vogliono i giorni neri per apprezzare la luce… di sicuro la vita ci ha temprato: ormai siamo tenaci e coriacee. Difficile abbatterci, al massimo si pieghiamo un po’. ☺️

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      9. Somma. Ho ancora una fastidiosa tosse secca. Ho iniziato lo sciroppo e spero passi… 🙄
        Andrea invece sta bene, fa il tampone lunedì e speriamo nella libera uscita.

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      10. Io alla tosse ormai sono abbonata e nemmeno fumo 🚬 l’ho avuta in concomitanza con la polmonite atipica primaria, l’ho avuta per due anni ed era nervosa. Mi passò quando incontrai mio marito, ora ce l’ho per il reflusso gastroesofageo, noi, da brave perfezioniste, ti pare che ci possiamo far mancare qualcosa??? 😂😂😂
        Mi dispiace, riguardati, meno male che almeno Andrea sia quasi al via, presto lo sarai anche tu! Un abbraccio caro di pronta guarigione! 🥰

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      11. Ci vuole una grandissima pazienza! La vita porta con sé tanti piccoli malanni che si sommano e con i quali si impara a convivere. Ciò che non ci uccide… ci rompe le scatole! 😂😂😂😂

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      12. 😂😂😂😂 proprio così.
        Alla tosse e a tutti i malanni diremo: “Ti spiezzo in due!”
        Come disse Ivan Drago a Silvester Stallone, brrr, ho ancora i brividi per quella scena, ero una ragazza, però la frase rende l’idea. 🤣🤣🤣😂😂😂

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  3. A come Ahi.
    😏
    Sono lusingato, e in altri momenti avrei accettato con entusiasmo, ma per adesso l’impegno richiesto sembra superiore alle mie forze, quindi mi trovo costretto a rinunciare.
    🥺
    In effetti temo che per almeno sei mesi potrò fare poco o niente sul blog, dopodiché… vedremo.
    😏😎🚀

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      1. A come Abate.

        Da bambino avevo una maestra bionda e molto carina, così quando un giorno mi regalò un grosso libro io per compiacerla lo lessi tutto, anche se all’inizio fu una bella fatica. Comunque per essere un romanzo educativo e di carattere religioso non era male, e presto mi appassionai alle avventure di quel giovane abate, che in preda a una crisi di coscienza fuggiva dal monastero, e dopo tante peripezie diventava uno zuzzurellone. Un grande classico. Anzi, se non lo avete ancora letto vi consiglio di farlo. Si intitola “Dizionario”!
        😎

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    1. Secondo mio fratello, i tatuaggi devono sempre essere dispari, quindi da uno si passa a tre. 😉 Lui ne ha diversi, ho perso il conto… e vuole farne un altro: un serpente che sale lungo la gamba. Vabbé.

      La mia dolce tre quarti… ci credo che si arrabbia. 🤣😂

      E sì, ti ho nominato. Con la tua passione per le liste, sei stato il primo a venirmi in mente. 🙂

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      1. I tatuaggi in effetti dovrebbero essere dispari. Ma io non sono scaramantico.
        Ho preparato il mio Tag.
        Lo pubblicherò nei prossimi giorni, prima voglio rileggerlo per vedere se l’ho scritto correttamente (sto diventando disgrafico).
        Ciao.

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      2. Attendo con grande curiosità il tuo Tag. Sono contenta che il gioco ti abbia ispirato. 🙂
        PS: io penso che, se mai mi farò un tatuaggio, mi fermerò a uno. Per ora, è l’unico che mi piacerebbe farmi…
        PS 2: Andrea e io ci siamo beccati il Covid! Due scatole! 😦

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      1. Mi è venuto da pensare che fosse un cane quando hai scritto che condividi con lui il giardino, perché per molte razze di cani avere uno spazio verde in cui scorrazzare è un’esigenza vitale. Poi ci sono quelle razze che si adattano anche a vivere in un appartamento 24 ore su 24, ma in realtà anche loro se potessero scegliere avrebbero un gran piacere a correre liberi in un prato. Grazie per la risposta, e buona giornata! 🙂

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      2. ☺️☺️
        Per ora non abbiamo animali. Lo spazio non ci mancherebbe… Forse quando avremmo sistemato bene l’esterno e recintato la proprietà, chissà. Vedremo. Gli animali sono un impegno… Se non si ha tempo da dedicare loro, meglio non prenderli proprio.
        Grazie a te dei commenti. ♥️

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      3. Ah, sono totalmente d’accordo. Ci sono dei giorni in cui sei senza forze e vorresti soltanto buttarti a letto, e invece devi comunque trovare le energie per portarli a spasso e nutrirli. Inoltre, ci sono dei giorni in cui fa un freddo boia o viene giù una pioggia scrosciante, l’ultima cosa al mondo che vorresti fare è uscire di casa, e invece ti tocca farlo lo stesso perché il tuo cane deve per forza fare la passeggiata. E questo tutti i giorni 2 volte al giorno. Per questi motivi, per quanto io ami i cani, non ne prenderei mai uno in casa mia.

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  4. Sai, sono d’accordo con te, wwayne, in tanti mi dicono di prendere un cane, ma mi sentirei troppo in colpa a lasciarlo da sola quando vado a trovare i miei genitori e tutte le volte che esco. So che diventa un rapporto filiale, ma se lo prendi, poi giustamente non devi fargli mancare nulla, per non parlare di quando si ammalano. Molti lo scambiano per un giocattolo, ma non lo è. Sai che non mi piace esprimere giudizi, ma ho avuto voglia di esprimere il mio punto di vista. Ho già tanti vincoli.
    Buona giornata 🌼 amici cari

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